Quinto Angiolini e Don Adriano Filippi (disegno a carboncino di Cinzia Angiolini).
Il “Maggio” per noi gente di Rossano non é una canzonetta , non é neppure il ritrovarsi per far baldoria, ma un qualcosa di più importante e profondo. E’ infatti un canto portato di famiglia in famiglia che con l’augurio e la benedizione di Dio ci unisce e ci lega come comunità. E’ una tradizione pagana e religiosa al tempo stesso che mette in risalto aspetti della vita sociale, solidale e comunitaria, che augura alla famiglia prosperità e letizia. Il canto ricorda il mese di maggio, il mese di Maria, “Che se ne viene con gran gigli il prato adorna“, quando la natura si risveglia e mette im mostra tutto il suo splendore, colori, suoni, profumi e senzazioni.
E’ un canto che rende omaggio ai nostri anziani, testimoniando rispetto e amore; intonato con voce fiera, composta e piena di sentimento lega al passato, alla nostra storia e ai nostri progenitori; con le melodie alternate alla musica si distingue per l’importanza del messaggio di cui é “messaggero”. Questo messaggio é per noi motivo di orgoglio e autenticità che riportano però all’umiltà nel trasmettere alle generazioni future la particolare “cantilena” di origini assai lontane.
Tratto dall’articolo “Il Maggio” pubblicato per intero sul n. 4 del “Diario di Lunigiana” e scritto da “I cantori del Maggio”.






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