Il Maggiore Gordon Lett, al centro con il bastone, con i compagni di battaglia.
Fonte foto: www.vocidellamemoria.it
Un giorno un venerando frate francescano stava faticosamente camminando lungo una strada delle Alpi Apuane. Veniva di lontano ed era diretto ad un monastero di Pontremoli, la città che scorgeva adagiata nella valla sottostante. Sorpassata una curva, gli apparve un cippo, eretto sulle rocce al margine della strada. Si fermò e facendosi schermo della mano nodosa contro il sole abbagliante, lesse l’iscrizione incisa sulla pietra marmorea.
“Alla popolazione di Rossano, Arzelato e Casa Gaggioli, che durante la guerra, dal settembre 1943 al giorno della Liberazione aiutò e protesse i seguenti militari alleati, fra i quali molti evasi dai campi di prigionia: Impero Britannico 281, Americani 18, Polacchi 32, Iugoslavi 9, Olandesi 4, Francesi 2, Belgi 3, Russi 25, Missione Militare Britannica 16, Paracadusti Britannici 50. In segno di gratitudine e riconoscenza per tutto ciò che questa popolazione partigiana ha sofferto per l’idea della Libertà.” (Gordon Lett)
Un’iscrizione ben strana davvero! Il sant’uomo bisbigliò una preghiera e riprese il cammino. Quali turbolenti episodi si celavano dietro le semplici espressioni di quella lastra di marmo? E’ una lunga storia.
Che sia un’epopea, pur nelle modeste proporzioni, è indubbio: il destino e la malvagità si intessono con le schiette qualità umane che rimangono fedeli a se stesse e divengono eroiche. La storia di quei contadini si ripeteva in tutto l’Appennino settentrionale e nelle vallate alpine; le perdite furono ben più gravi di quanto molta gente in Gran Bretagna possa mai immaginare; e non v’era in quella gente attesa alcuna di ricompensa. A mio parere, il racconto del Maggiore Lett è equo e sereno, nella misura a cui può giungere ogni documento umano, nelle sue luci e nelle sue ombre – le ombre perenni della storia italiana mediante le quali il meno politico dei popoli, irretito da idee nelle quali non ha mai creduto, è condotto a compiere azioni che disdegna. Il racconto del Maggiore Lett mette in luce questo dualismo. Ma fa ben di più. In una cornice di povertà, di stenti, di sofferenze, lascia rifulgere le migliori qualità umane – pietà, fedeltà, amore – con tale semplicità, da rendere la nostra commozione più profonda e ci descrive un mondo pastorale e remoto nel quale le diversità fra nazione e nazione hanno minor importanza della bontà che le unisce e della cattiveria che le divide, un mondo che il lettore lascia a malincuore, commosso, malgrado tutto, dalla fondamentale bontà del genere umano.
Il Maggiore commenta così la pubblicazione del suo libro: “Sono assai lieto che le “Edizioni Librarie Italiane” abbiano tradotto questo mio libro nella vostra lingua, dando così ad un maggior numero di voi la possibilità di leggerlo. Questo libro lo scrissi per voi, quale piccolo segno della mia riconoscenza per tutto quello che faceste per me e per i miei compatrioti, in un periodo in cui ciò significava mettere a repentaglio continuo la nostra vita. E’, infatti, il vostro libro, la storia delle vostre tribolazioni e del vostro coraggio, scritta da un inglese il cui affetto profondo per voi e per le vostre montagne non impallidirà con il passare del tempo.”
Liberamente tratto dal libro “Rossano” di Gordon Lett.






il partigiano dietro a Gordon Lett è mio padre e quello dietro sulla sinistra è mio zio.
Tutta la mia famiglia ha conosciuto il Maggiore e sarei contenta di avere notizie della sua famiglia.
Tempo addietro ebbi modo di avere il libro “Rossano in fiamme” che persi perchè lo imprestai ad un expartigiano, se qualcuno sà come procurarlo, ne sarei interessata.
Salve,
da quel che so, il figlio di Gordon Lett ha aquistato una casa a Rossano e di tanto in tanto viene tra noi. Qui, nella biblioteca comunale abbiamo fotocopiato il libro “Rossano”, che può però essere consultato soltanto in loco. Credo sia disponibile in prestito alla biblioteca di Massa. (Lo abbiamo appena restituito).
“Rossano in fiamme” è più difficile da reperire.
Saluti da blogzeri
Anni fa, per ragioni di studio e conoscenza personale, mi interessavo molto alla storia della resistenza ed agli scritti di Gordon Lett,Eric Newby ed altri. Poi,allora io navigavo come elettricista di bordo sulle navi da carico,dovetti lasciare.
Ho letto il libro di Gordon Lett, prestatomi dalla Moglie di uno
dei fratelli Basevi, che furono sui monti con lo scrittore Inglese.
Questa mia per chiedere a chi mi legge, la cortesia di farmi sapere
se qualcuno ha ancora in casa il libro in oggetto, e sia disposto a prestarmelo.La garanzia di restituzione è ampiamente assicurata: basti far sapere che da alcuni mesi mi hanno prestato dei documenti
lettere ed altro materiale storico che farebbero felice anche un grande storico come…lasciamo perdere i nomi.Lo storico Spezzino
che qui sotto si vuol conoscere,si riconoscerà.Scusate se sono così
vago,ma l’importanza di tali documenti è ENORME.
Se anche aveste in casa,in soffitta,nel granaio,in cantina altri libri di quel genere,fatemelo sapere: ve ne sarò grato. Dott.PESCE
Desidero segnalare, invitando chi condivide a firmare e a diffondere, l’appello di un gruppo di storici per l’assegnazione della medaglia d’oro alla memoria del comandante partigiano Dante “Facio” Castellucci.
La petizione è ora sottoscrivibile on line da chiunque, in fondo alla pagina: http://www.faciovive.it/petizione.htm
Cordialmente
Pompeo
http://www.sottilcieldipontremoli.blogspot.com
Caro Pompeo, ho sottoscritto la petizione tempo fa, all’epoca dell’uscita del libro di Capogreco. Conoscevo la storia di Facio, essendo di Reggio Emilia: Facio ha lasciato il segno anche qui.
Ho visto che il sito Faciovive è inattivo da molto, a che punto è la questione? Grazie, ciao
Caro Michele, le raccolta di firme on line su faciovive continua seppur a rilento. Al momento c’è anche su Facebook un’azione di sostegno: http://www.facebook.com/group.php?gid=88364484056&ref=mf
Infine potresti chiedere notizie a Carla Servidio, nipote di Facio, dal cui blog avevo tratto aggiornamenti.
http://blog.libero.it/1954c/view.php?reset=1&id=1954c
Cordialmente
Pompeo
Vorrei dire al dott. Pesce che io ho trovato il libro”Rossano” in una libreria antica di lucca, comunque se non lo trovasse mi contatti e vedremo che fare. Se ha dei doc. storici sarei interessato sia per passione sia per tesi universitaria.
Invece per la signora piera volevo dire di andare a rossano da delucchi antonio,perchè conosce il figlio del maggiore gordon lett.
saluti a tutti
Vorrei dire al dott. Pesce che io ho trovato il libro”Rossano”,l’ho’ cercato via internet in una libreria antica di lucca, comunque se non lo trovasse mi contatti e vedremo che fare,sarei disponibile al prestito,ma dopo precise garanzie. Se ha dei doc. storici sarei interessato sia per passione sia per tesi universitaria.
Invece per la signora piera volevo dire di andare a rossano da delucchi antonio,perchè conosce il figlio del maggiore gordon lett.
saluti a tutti
dott.Pesce mi contatti attraverso il mio blog
http://www.mauro-montelama.blogspot.com
saluti
sarei interessato ad avere il libro di gordon lett. o il primo vallata in fiamme o rosssno
grazie
alla attenzione di Mauro.
Sono un medico di Berceto nipote del comandante partigiano Birra della Cisa. Ho letto in questi giorni il piombo e l’argento e al vento del nord sulla vicenda del comandante Facio. Sarei molto interessato ad avere anche in fotocopia il libro di Gordon lett. Ci possiamo sentire ?
Grazie Bruno molinari cell 3387602296
Ciao spero di aver fatto cosa gradita realizzando questo breve filmato dedicato a Gordon Lett e al popolo di Rossano.
il link è sul mio sito:
http://nuke.montaretto.com/VideoTV/DivCentoCroci/Zeri/tabid/222/Default.aspx
oppure su youtube
http://it.youtube.com/watch?v=8efou8Mrud4
Io il libro di Gordon Lett l’ho trovato nella biblioteca Nazionale di Roma e mi è piaciuto.
In un passo parla di 4o5 militari inglesi arrivati a Rossano ma dice non trattero’ della cosa perche’ molto nota. Ma a cosa si riferisce? Io credo invece che la vicenda probabilmente era segreto militare e non poteva parlarne. Ho rinvenuto altresi una testimonianza in un libro su Levanto nella quale si dice che 4 o 5 ufficiali inglesi arrivarono nella Rossola, monte sopra Bonassola (Sp). Ho trovato anche tracce negli archivi SOE di due missioni inglesi SCRAM I E SCRAM II (Search and Rescue) che avevano come target una cala sotto Montaretto a pochi Km dal monte Rossola. Credo che le cose si ricolleghino, ma quale sara’ stata la missione?
Grazie Federico per la segnalazione e realizzazione del video, è senz’altro cosa gradita.
Saluti da Blogzeri.
E’ stato ritrovato nella biblioteca comunale di Zeri il testo fotocopiato del libro “Vallata in fiamme” di Lewis Ross (Gordon Lett); è a disposizione del pubblico per consultazione ma non per prestito.
Sig.ri buonasera , sono in possesso del Libro “Rossano” in versione italiana prima edizione del 1958 scritto dal maggiore Gordon Lett .
Sono disposto a venderlo, chi è interessato può contattarmi al mio indirizzo e-mail (orlalex@libero.it)
Saluti, Alessandro.
Sono figlio di “Falco” staffetta nel battaglione internazionale del Magg. Gordon Lett.Purtroppo ho perso le copie dei libri vallata in Fiamme e Rossano sarei contento di sapere poterne acquistare una copia di entrambi.Grazie
Buongiono, sono veramente spiacente ma la copia in mio possesso di Rossano l’ho venduta qlc giorno fà. Dovessi tornarne in possesso la contatterò molto volentieri su qst sito.Buona fortuna.
Ciao e grazie per il vostro bellissimo sito. Mi chiamo Michele, sono un appassionato di Storia e di Aeronautica, da aanni mi dedico all’identificazione di aerei caduti nel corso della seconda guerra mondiale. Di alcuni ho potuto trovare anche i sopravvissuti, che in qualche caso mi hanno raccontato le loro storie. Alcuni hanno passatoil fronte nella mia zona, l’appennino reggiano, dove la missione inglese aveva organizzato un passaggio organizzato con guide, altri hanno tentato da soli, altri, come Wayne Wheeler e altri quattro piloti di Thunderbolt, credo siano passati per il “Rossano Trail”. Credo che quello di Civago e quello di Rossano siano i soli due punti di passaggio organizzato, non ho trovato traccia di altri. Volevo sapere se esiste un elenco di nominativi dei piloti che hanno passato il fronte grazie a Gordon Lett, e dove posso reperirlo, grazie.
Solamente oggi sono capitato in questo sito.
Passo la seguente informazione, nel caso sia ancora di interesse per qualcuno.
I libri di Gordon Lett (incluso quello scritto sotto lo pseudonimo Lewis Ross e un’edizione in inglese) sono disponibili presso la Biblioteca Civica “Beghi” di Spezia, via del Popolo 61, telefono 0187.284971 e 0187. 513295.
Franco Ricci
06 Gennaio 2009
Sono il nipote di Martinelli Albino, originario di Filetto, partigiano nella zona di Pontremoli, fucilato a Pontremoli insieme al figlio presso il cimitero di Pontremoli. Mi piacerebbe una fotografia o qualcuno che l’ha conosciuto.
Grazie, ciao a tutti.
Tanti saluti. Sono il figlio del Maggiore Gordon Lett.
Voglio studiare tutti i vostri messaggi.
Ho le copie di Rossano [in italiano] ed anche La Vallata in Fiamme. C’e anche un libro: “Partigiano…io so cosa vuol dire”, pubblicata Zappa – Sarzana 1995 a cura della Federazione Italiana Voluntari Della Liberta, A.P.C. La Spezia.
Se c’e una domanda delle copie, posso fare di piu.
Claudio – ricordo sempre il tuo babbo “Falco” – un partigiano corraggioso e fidele. Un amico forte del mio babbo, ed anche di me. Ho scritto [in inglese mi dispiace]un po’ della sua storia nelle montagne – quando ha slavato la vita a Tenente Riccomini, paracudiste inglese.
Quest’anno, da 8 -12 settembre, sara un evente per commemorare il corragio ed il scrificio di se della gente di Zeri, Pontremoli e Sero. Abbiamo un “Freedom Trail” da Pontremoli [10 settembre], a Rossano [notte di 10], Sero [notte di 11] fine a Vernazza [12 settembre]. Tutti sono benvenuti.
Dear Mr. Leet, thank for your reply. I need to get in contact with you because i need some informations you might have about some british ex-pow wich was in touch with your father during the wwar. Please write me to cusna@katamail.com
Thanks in advance
Michele Becchi
E’ possibile avere la sua email ? grazie
Gentile Sig. Marco g., se si riferisce a me la mia mail è cusna@katamail.com, la saluto
Grazie per le notizie fornite. Siamo onorati del suo intervento, se può farci avere l’intero programma per l’evento dell’8-12 settembre potremmo contribuire alla divulgazione.
Cordiali saluti.
Un saluto a tutti sono originario di Levanto ma abito a Bologna. Sto allestendo quì a Bologna, una rappresentazione teatrale sulla battaglia del Gottero.Mio padre e mio zio( che rimediò 2 dita congelate sul Gottero) erano partigiani della brigata Gramsci, battaglione Maccione.Cerco testimonianze di chi vi partecipò, o se qualcuno che ha avuto parenti là in quei tragici giorni tra il 15 e 25 gennaio 45 è in grado di fornirmene qualcuna.Grazie
Carissimo Brian e carissimo Claudio, sono Michele da Reggio Emilia. Ho passato l’infanzia a Bedonia, in Val Taro, e a Reggio cerco di recuperare un pò della Storia di quegli Uomini, Inglesi, Americani, Montanari e Partigiani che vissero i venti mesi più terribile e liberi della storia del nostro paese.
Voglio ricordarne alcuni, come Victor Styles, che faceva la spola fra Rossano e le montagne reggiane per tenere i contatti fra Johnston e Lett, Charles Holland e Frank Hayhurst, il suo telegrafista, e tanti altri.
Avete parlato di James Arthur Riccomini: mi potete raccontare le circostanze del suo salvataggio? Credo fosse durante l’operazione GALLIA, perchè poi Riccomini venne a morire vicino alla mia città, ad Albinea, durante l’attacco al 51 Armeekorps, operazione TOMBOLA. Con lui morirono anche Samuel Bolden e Sidney Guscott. Ricordate altri paracadutisti del SAS?
Grazie, se volete scrivermi mi farete piacere!
Michele
Il programma del Rossano Freedom Trail 2009 si trova sul sito http://msmtrust.org.uk/home/
grazie per i link e le informazioni su dove trovare il libro in alre citta, sono uno studente universitario che scrive una tesi sui movimenti partigiani