“PREGHIERE DI PIETRA.”

maestà

Maestà al Passo del Rastrello. (foto Roberto Scolari)

Un bianco mantello di piccole immagini marmoree si dispiega ancora oggi lungo antichi percorsi attraverso le valli lunigianesi, risultante da una stratificazione venuta a formarsi nel corso dei secoli ed espressione di un fenomeno del quale, nonostante il depauperamento degli ultimi decenni, si possono ancora cogliere l’intensità e la varietà di manifestazione. La Lunigiana è stata fin dai tempi remoti terra di passaggio; lungo la stretta valle del Magra si snodavano strade che si inerpicavano lungo i contrafforti dell’Appennino fino ai valichi, quì meglio accessibili che altrove, secondo itinerari quasi immutati nel tempo. Insieme a tratti di selciato di tanto in tanto riafforanti, a ponti sepolti nella vegetazione, le maestà sono i segni che ci consentono oggi di rileggere lo svolgersi di antiche mulattiere. Fin dal bivio di diramazione a fondovalle i piccoli bassorilievi marmorei scandivano il cammino del viandante; gli apparivano ben visibili su tabernacoli, in nicchie nei muri che costeggiavano le strade, su pilastri innalzati presso guadi e ponti, accanto ad abbeveratoi e fontane, rassicuranti presenze nei luoghi che i racconti animavano di antiche paure e figure protettive sopra la porta di accesso ai borghi, sulle case e sul portale della chiesa. Così, svettanti come campanili o riposti in cappellette che offrivano riparo alle non infrequenti intemperie, accompagnavano il viaggio fino ai valichi appenninici e, al di là di questi, lungo le strade che dai crinali scendevano nelle valli del Taro, dell’Enza e dei Cavalieri, diradandosi a mano a mano che la lontananza dall’area apuana di provenienza diventava anche distanza culturale e ai marmi si sostituivano targhe in ceramica, in gesso o dipinte. Le immagini devozionali sono ampiamente diffuse nel nostro paese, sia in ambito rurale che nei contesti urbani e la particolare attenzione riservata negli ultimi anni a forme di arte minore o “popolare” ce ne ha offerto maggiori opportunità di conoscenza.

Sono numerose le maestà delle valli zerasche, centotrenta ne ha restituito il censimento, e spesso si presentano con caratteristiche originali. E’ relativamente tarda la comparsa delle maestà nelle valli di Zeri che tuttavia si diffonderanno numerose nel corso dell’ottocento. Tra i bassorilievi maggiormente ricorrenti si annoverano quelli raffiguranti devozioni riconducibili ai santuari mariani, meta di pellegrinaggi: Caravaggio, Loreto, Montenero, ed in Lunigiana: Quercioli e Gaggio.

Particolare è la collocazione che a Zeri viene assegnata ai marmi, talvolta anche di modesta qualità, posto in alti tabernacoli di pietra, con una accentuata connotazione di solennità pur nella rusticità del manufatto; i bassorilievi sono racchiusi in elaborate cornici d’arenaria che la perizia del lapicida ha incavato in nicchie monolitiche oppure accuratamente modellate intorno all’immagine a tutto tondo. A Zeri, come nel Pontremolese e a Casola, soli tra i territori della Lunigiana, è attestata la presenza di alcune maestà in pietra scolpite localmente; tipica di queste valli è la consuetudine di accostare due santi, spesso su di un unico pilastro; un uso che ha lasciato le sue tracce anche nella toponomastica: Passo Due Santi.

Tratto dal libro “Preghiere di pietra” di Caterina Rapetti.

2 Responses to ““PREGHIERE DI PIETRA.””


  1. 1 Aleyakke dicembre 14, 2007 alle 11:39 pm

    Interessante, non pensavo fossero così numerose, anche se in Coloretta ne ho annotato diverse.

    Senza esser blasfemo vorrei che parlassi, appena lo puoi, dei “faccioni” esempio forse di riti scaramantici, o forse d’altro genere. E in che periodo storico sono stati installati.

    Mi piacerebbe sapere dove si trovano. A Coloretta ne ho contati 3.
    E perché della loro presenza.

    Grazie

    Alessandro

  2. 2 alberto dicembre 19, 2007 alle 9:25 am

    Ciao Ale,

    Fabienne aveva scritto un articolo sul “Diario” un pò di tempo fà riguardo ai “Facion”. Se mi indichi dove sono a Coloretta, li vado a prendere (in foto); e appena abbiamo materiale pubblicheremo un post.

    Ciao ciao. Alberto


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