“L’ECCELSO MONTE GOTTERO”

m. Gottero

Vetta del Monte Gottero. (foto Roberto Scolari)

Per ricordare l’Anno Santo 1933 i giovani di Azione Cattolica di Albareto, con il contributo della Federazione Diocesana di Pontremoli vi piantarono una croce in ferro.

Il Monte Gottero, alto m. 1639, non è il più alto nella provincia di Parma, ma nessuno ha avuto gli elogi del Gottero, questo si deve alla sua posizione, per cui si può vedere un panorama incantevole e immenso “se si ha la fortuna di una giornata nitida” oltre le vallate del Taro, del Vara e della Magra, si vedono La Spezia, Sarzana e tutta la costiera della Toscana sino a Grosseto, e un’ampio tratto di mare sino all’Elba e alla Corsica, inoltre le Apuane, e le sempre bianche cime delle Alpi.

Ai piedi del Gottero a m.1408 si trova la foce dei Tre Confini, dove iniziano i termini o i cippi di confine col n. 1 delle lunghe serie che segnano i confini un tempo dei tre Stati: Gran Ducato di Toscana, Ducato di Parma e della Repubblica di Genova poi annessa al Regno di Sardegna, e attualmente i confini di Provincia e Regioni. Quì è stato eretto pure un’obelisco di granito dal Club Alpino di Parma nel centenario del sodalizio.

Il Prof. Luigi Vignoli, innamorato della natura e vate entusiasta del M. Gottero sul quale è salito più  volte tra il 1958 e il 1969 e forse anche fino al 1973; nel suo “L’eccelso Monte Gottero” (Ed. Compositori, Bologna – 1974) ne descrive i contorni, i paesi che sorgono nelle sue propaggini, ne canta la maestosità solenne, eloquente nella eccelsa tacita solitudine, nell’asperità della stagione invernale, ma che si tinge di verde intenso in quella estiva con l’esplosione delle energie recondite, che racchiude nelle viscere, per cangiarsi in una sinfonia inenarrabile di colori stemperantisi nella intensità a seconda del luogo, della luce solare e dal luogo di osservazione verso la fine estate e all’inizio d’autunno, mentre i fiori della ricca vegetazione del sottobosco o delle ampie radure sono ormai frutti, bacche, drupe contribuiscono insieme ai funghi a ravvivare il variopinto quadro vivo della natura: ristoro, allegrezza, nutrimento per l’uomo e per gli scoiattoli ed i volatili silvani. Non si può dimenticare come oltre gli alberi del pane, i castagni, gareggiano nell’ornare il grande monte i faggi, gli aceri, i carpini, maggiociondoli, ginepri, ciliegi selvatici, sambuchi, pini neri, pioppi tremoli in un fantasioso intreccio non uniforme che arricchisce il manto arboreo, mentre le radure sono tapezzate di genziane crociate, genziane cigliate, lisimachie, creste di gallo, digitali gialle, felci aquiline, calte palustri e crescioni presso i rivi limpidi e freschi, farfalle, labbra di Venere, matricali, sui tronchi il lichene polmonario con il fungo tremolante,una infinità di cardi (lanciato, dei lananioli. . .), la ginestra dei tintori. Ancora: il croco, l’elleboro fetido, il giacinto silvestre, l’anemone fegatella, l’anemone bianco, la petaside, il fior di stecco, aquilegia silvestre, l’acetosella, l’erba paglina, la saponaria, l’achillea, l’orchidea gialla e amaranto, la luparia, la veronica, la dentaria maggiore e la dentaria isabella, oltre naturalmente le rose senza. . . spine, la fragolaria e le ambite fragole con lamponi e mirtilli.

Alcune di queste. . . “Miss” autentiche senza belletto e fondo tinta (in diapositive) furono presentate “al prof. Bertossi, direttore dell’Istituto Botanico dell’Università di Bologna, il quale propose – al Prof. Vignoli – di proiettarne una trentina, per l’Unione Bolognese Naturalisti, nell’aula di zoologia. il prof. Vignoli ci pensò e rispose che “trenta non poteva proiettarne, ma duecentoquaranta si” (cfr L. Vignoli “L’eccelso M. Gottero” pag. 69)

Così nel pomeriggio del 14 dicembre 1966 durante la conferenza ad hoc (che si ripeterà a Parma il 23 marzo dell’anno seguente presso l’Ente Provinciale del Turismo) furono presentate (naturalmente in diapositive) le “Miss” del Gottero. Se il M. Gottero con tutto il contorno di cui si è detto in queste poche righe è stato argomento di una conferenza a livello di studenti e docenti universitari ed è stato motivo di viva gratitudine nei confronti dell’autore l’aver egli saputo far apprezzare quanto lui a sua volta aveva conosciuto e fatto conoscere è segno che il nostro monte Gottero è veramente un “monte divino” (Gott = Dio, oros = monte).

Tratto dal libro “Cenni storici di Albareto” D. Tommaso Grilli – Giovanni Tomaselli. Ed. Il pellegrino.

3 Responses to ““L’ECCELSO MONTE GOTTERO””


  1. 1 Diego Vignoli luglio 25, 2008 alle 11:58 am

    Gentili amici,

    Mi chiamo Diego Vignoli e sono brasiliano

    bellissima storia però sara che potete aiutarmi ?

    Vorrei diparlare con il Prof Luigi Vignoli !

    Sto cercando la mia famiglia ! Il nonno del mio nonno si chiamava Giuseppe Vignoli e era figlio di Luigi Vignoli e Giuseppina Brichetto.

    Giuseppe Vignoli era nato in Toscana nel 1841.

    Cordiali Saluti,

    Diego Vignoli

    Porto Alegre / RS / Brasile

  2. 2 blogzeri luglio 28, 2008 alle 3:15 pm

    Gentile Sig. Diego Vignoli,

    forse può trovare qualche notizia rivolgendosi al Comune di Albareto, citando il libro da cui è tratto l’articolo in questione e gli autori.

    Buona fortuna!!!

    Alberto Rubini

  3. 3 fabio tosi novembre 14, 2009 alle 8:37 am

    Il Montegottero è per me, uno dei ricordi più belli della mia infanzia e prima gioventù.Dal piccolo paesino di Orneto dove sono stato concepito dalla mamma, insegnante degli allora analfabeti, ritornando tratto dalla passine della caccia, attendevo in posta, affiancato alla meravigliosa Croce…il passaggio della lepre mentre il mio sguardo si perdeva sui dintorni meravigliosi, nella pace stupenda che oggi non esiste più. Fabio Tosi


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