DALLE ANDE AGLI APPENNINI CON UNO ZAINO DI SOGNI E DI SPERANZE. Il coraggio di Fabiana Reggi: dall’Argentina a Patigno da dove era emigrato il bisnonno.

“Sei molto coraggiosa”. Glielo dicono tutti. Più ancora glielo dicono tutte. Non tanto per venire dall’Argentina in Italia, quanto per venire da  un barrio (quartiere) del paese di Ciqaralles “C” (foresta) in comune di Unquillo, provincia e regione di Cordoba nel cuore delle colline preandine dell’Argentina a Patigno che neppure un decimo degli abitanti di Massa Carrara sa dove sia e meno di un millesimo dei cittadini toscani. Certo, coraggiosa lo è davvero Fabiana Soledad Reggi, 25 anni, professoressa di educazione fisica, viso dolce e solare sia quando ride sia, paradossalmente, quando si inonda di lacrime. Ma non tanto coraggiosa quanto il bisnonno Ermenegildo di Coloretta e la signora Cesira Conti di Patigno che con i loro cinque figli (uno nascerà nel nuovo mondo) erano partiti poco più di 80 anni fa, da quel paese che non c’è e che si chiama Zeri, per andare in un paese che non sapevano dove fosse, a far neppur loro sapevano cosa. Ma con cinque figli da crescere qualunque luogo al mondo doveva apparire un “el dorado” a chi poteva contare solo sul proprio pane e sul proprio pelo per mangiare e vestire,  come recita un orgoglioso proverbio locale della miseria. Nonno Riccardo aveva visto Zeri con gli occhi trasognati di un bambino che si perde nelle favole e lo aveva raccontato appena avutane l’opportunità alla sig.na Francisca, che se ne era entusiasmata fino a farci su qualche pensierino e qualche marmocchio, tra i quali Hermenegildo Fortunato che, con la collaborazione di Beatriz Ana (figlia di un’italiana e di uno spagnolo) aveva a sua volta dato vita a una nuova nidiata di italo-spagnolo-argentini, tutti rigorosamente a doppio nome; Riccardo Alfredo, Nora Beatriz, Graciela Cristina e, finalmente la nostra Fabiana Soledad che vanta già sei nipotini. E così tra un Ermenegildo e un Riccardo siamo alla quinta generazione che si tramanda gli antichi nomi del paese solo con qualche variante grafica in omaggio alla nuova lingua. Il bisnonno era partito per un viaggio che non finiva mai con la valigia di cartone, o forse neppure quella ma soltanto qualche scatola legata con lo spago, con il solo tesoro della sua famiglia, l’angoscia di un distacco senza speranza di ritorno. La pronipote è ritornata con un veloce volo aereo e “uno zaino pieni di sogni e di progetti”. Ce ne racconti qualcuno? “Anche mio fratello Riccardo ha riguadagnato il vecchio mondo, ma si è fermato a Barcellona. Lo sono andata a trovare. Ma Barcellona non fa per me, confusa, caotica”.

Non lo dice ma c’era soprattutto la nostalgia che l’antico emigrante aveva trasmesso di generazione in generazione. “Il primo passo a Patigno è stata una grande emozione. Cercavo la storia della famiglia. Ho trovato qualche parente e persone che hanno conosciuto la famiglia del bisnonno e me ne hanno parlato. Ho visto la casa. E’ difficile non piangere. Era il mio sogno e ora ci cammino dentro. Come in una favola, in un “cuento por los ninos”. C’era solo il sogno o c’era anche una dura realtà? “La vita in Argentina si è fatta molto difficile. Il lavoro è poco e malpagato. Le spese sono tante, i soldi pochi. Si fatica ad arrivare alla terza settimana. Dopo l’università porte chiuse, non si va da nessuna parte e due terzi dei laureati sono a spasso. Ho sempre lavorato anche durante gli studi, ma mi mancava qualcosa che forse posso trovare qua”. Con le mani in mano non ci sta. Lavora in un ristorante a Patigno e da lezioni di nuoto a Pontremoli. E’ disponibile per lezioni di spagnolo tramite la biblioteca comunale. E poi cosa vieta di pensare che per Zeri un’associazione sportiva possa essere una possibile ulteriore risorsa? Dal fondo dello zaino spunta un ultimo sogno. “Mi piacerebbe portare qui mamma per curarsi e papà perchè possa respirare i profumi della giovinezza dei suoi posti”. Davvero coraggiosa. Ben tornata a casa Fabiana Soledad. Suerte.

Articolo di Antonio Zanni pubblicato su “Il Corriere Apuano” del 5 aprile 2008.

1 Response to “DALLE ANDE AGLI APPENNINI CON UNO ZAINO DI SOGNI E DI SPERANZE. Il coraggio di Fabiana Reggi: dall’Argentina a Patigno da dove era emigrato il bisnonno.”


  1. 1 Fabiana Reggi marzo 31, 2010 alle 1:25 pm

    Dopo tanto tempo penso che ho imparato a usare questa pag per lasciare un commento.. e poi, penso che scivo meglio in Italiano, oggi meglio di prima🙂

    Volevo ringraziare ancora oggi a chi mi ha fatto questa bellissima intervista! Antonio Zanni.. trovare le parole che con tanto sforzo di capirmi da parte di lei, una storia che riempe di emozioni mia anima, e veramente fantastico.. Ho fatto un piccolo pezzo della storia dei Reggi in Arg-Italia..

    Grazie di tutto Antonio! Grazie anche a Stefano Battaglia e Alberto Rubini!! un abbraccio stretto di cuore..

    Fabiana Reggi


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