Un pò di storia sulla Formentara.

Troviamo il nome della Formentara negli estimi del 1508, i più antichi documenti della Comunità di Pontremoli che ci sono pervenuti, dopo che l’incendio del 1494 distrusse il borgo e con esso registri e archivi; Zeri apparteneva a questa comunità dalla quale si staccò soltanto alla metà del secolo XIX. Agli inizi del secolo XVI leggiamo, dunque, tra i beni dei proprietari di Noce, di terre campive e prative  della Formentara “cum una cassina”. Possiamo osservare che se il dissodamento in parte è già avvenuto, non ancora il popolamento; il toponimo è perciò precedente, legato forse a quel movimento di conquista di nuove terre che si sviluppò in Europa nel corso dei secoli XI-XIII e per la nostra zona nei decenni intorno al 1200, quando si ridefinirono i territori dei villaggi regolamentando gli usi sui beni comuni, e riferibile in particolare per questa zona all’epoca del dominio feudale dei Malaspina. Fu proprio a partire dal XVI secolo, che la popolazione, cercò nuove fonti di sostentamento con iniziative di trasformazione fondiaria, che si avviò la “pratica delle coltivazioni arboree, delle sistemazioni collinari, delle costruzioni rurali in aperta campagna che proprio in questo periodo vengono improntando di sè il paesaggio”. E ciò non soltanto nelle aree pianeggianti o collinari ma anche sull’Appennino dove la cassina, come tipo di abitazione rurale, è testimoniata in altre valli nella prima metà del secolo XVI.

In altri ambiti il termine indica il rustico annesso alla casa per il deposito dei raccolti, del fieno e del legname o il ricovero per gli animali; da noi la cassina è l’abitazione dove si recano i pastori con il bestiame durante l’estate e vede il suo massimo sviluppo, come si rileva in fonti d’archivio, dal secolo XVI al secolo XVIII; sono poche negli estimi del 1508, presenti in numero consistente in quelli del 1612, quando se ne contano 15 tra i 32 proprietari di Noce. Negli estimi dell’anno 1683, sempre relativamente a Noce, appaiono tra i beni di 34 possidenti, cassine alla Formentara (6), a Gorfageido (Gurfuglieta, 5) altre sparse alla Quinta, in Piagnara, a Porcilecchio; compaiono anche, per la prima volta i casoni. Questi collocati all’interno dei castagneti, venivano utilizzati per l’essicazione delle castagne. La proprietà risulta all’epoca così strutturata: la casa e i campi intorno al paese, il bosco con il casone, le cascine (spesso più di una) nelle terre più alte. Una proprietà quasi sempre indivisa – soltanto in alcuni casi si legge di “medietas pars”, “quarta pars” – per famiglie costituite da più generazioni, dove vivevano non soltanto genitori e figli ma anche fratelli e cugini. Una colonizzazione che interessa aree sempre più estese e avviene per gruppi e non per edifici sparsi, continua ancora e si consolida nel secolo successivo quando le cassine ci appaiono ormai nella loro forma attuale – come leggiamo negli estimi del 1770 – alla Formentara: “casa murata di pietre, calcina, coperta di piagne. . .se ne servono per tenere i bestiami. . .; una casa detta cassina. . . murata a pietre, coperta di piagne che serve ad uso dei pastori in tempo d’estate e d’autunno”.

Il numero dei possidenti di Noce varia da 36, nell’estimo del 1508, a 34 in quello del 1685, a 28 nel 1770. Si assite perciò nel XVIII secolo alla diminuzione delle proprietà mentre un procedimento inverso si verifica nella loro consistenza. Si passa da una media, per ciascun censito, di 8 beni nel 1508, a 17 beni nel 1583, a 29 nel 1770; in quest’utlimo estimo compaiono, per la prima volta, anche proprietari di altri paesi (Coloretta, Patigno, Codolo, Pontremoli) con beni nel territorio di Noce. Anche da noi, dunque, la crisi della fine del XVII secolo e dell’inizio del XVIII  ha provocato una diminuzione dei piccoli proprietari e l’espandersi dei più forti anche di altri borghi a conferma di come l’indigenza dei più renda possibile l’agiatezza o il lusso di altri.

Da uno studio di Caterina Rapetti tratto dal libro “La casa rurale in Lunigiana”. (Marsilio Editori)

3 Responses to “Un pò di storia sulla Formentara.”


  1. 1 Lorenzo ottobre 7, 2014 alle 7:29 am

    Buongiorno, conosco la Formentara, ci sono stato parecchie volte, non conosco invece Porcilecchio e Gurfuglieta: potrei avere indicazioni su come raggiungerli? Grazie, Lorenzo

    • 2 blogzeri ottobre 20, 2014 alle 8:39 am

      Buongiorno, la strada per i luoghi che le interessano inizia dove si sale alle pale eoliche, invece di salire verso monte Colombo, sulla destra c’è uno sterrato che prosegue per Cascine Landi e Porcilecchio, mentre Gurfuglieta si trova ancora oltre.

      Saluti. alberto

  2. 3 Lorenzo ottobre 21, 2014 alle 8:36 am

    Grazie mille, spero di riuscire a scoprirle molto presto!
    Lorenzo


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