Antiche vie mulattiere di lunga percorrenza nel Comune di Zeri.

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Via Regia al Passo del Rastrello. (foto Elena Aromando).

Erano le strade più veloci per collegare i porti del Mediterraneo alla pianura Padana e all’Europa quando tutto, uomini e merci, camminavano al passo (4 chilometri l’ora). Non vanno confuse con le mulattiere che collegavano fra loro tutti gli abitati di un territorio, e questi con i campi, i mulini e i pascoli.

Via Regia. Già usata dai Liguri di Ameglia, che facevano i trasporti terrestri per i mercanti etruschi fino all’alto Ticino e al Tirolo. Dal porto naturale “della Luna” utilizzava principalmente il crinale che divide la valle del Magra da quella del Vara: Ameglia, Vezzano, Follo (dove c’era il traghetto sul Vara), Montedivalli, Genicciola, monte Cornoviglio, monte Fiorito, foce del Termine, Montefavà, Castello, Antara, passo dei Due Santi, Albareto, Bardi, Fiorenzuola D’Arda (dove era possibile risalire il Po e il Ticino fino a Bellinzona, oppure per Cremona e il lago di Garda andare al Brennero).

Via de Pontremolo. Migliorata e in parte costruita dal Comune di Genova alla fine del Duecento, quando è stato costruito il porto-canale di Levanto, per diminuire i costi di trasporto con Parma: Levanto, Borghetto Vara, Brugnato, Pieve di Zignago, foce del Termine, Bosco di Rossano, Rossano, Arzelato, Pontremoli, passo della Cisa, Parma.

Via di Piacenza. Era la via più veloce per Piacenza dal nodo mercantile di Pontremoli, sia nel medioevo, sia in età moderna, dopo la costruzione del porto di Livorno: Pontremoli, Codolo, la Foce, monte Colombo, Lago Peloso passo dei Due Santi, Albareto, Bardi, Piacenza. Su queste strade si incontravano carovane di asini, al tempe dei Liguri, e di muli nel medioevo e nell’età moderna, carichi di merci anche preziose, che oggi sono conservate nei musei, condotte da mulattieri e da mercanti che facevano il commercio internazionale: scambi di ricchezza e di cultura fra il Mediterraneo e l’Europa, come oggi avviene con i TIR e con i treni merci che passano sotto di noi nelle gallerie appenniniche.

Prof. Tiziano Mannoni; Istituto di Storia della Cultura Materiale.

Laboratori e Biblioteca: Palazzo Serra Gerace, Via di Sottoripa,    n. 5    16124 GENOVA. Corrispondenza: Casella postale 1434 – 16100 GENOVA.

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