Rievocazione del rastrellamento di Arzelato (19/20 gennaio 1945).

 foto di Francesco Marchetti.

 

A Zeri nel primo fine settimana di marzo 2012 è stato girato un documentario che rievoca il rastrellamento di Arzelato, condotto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Scopo del rastrellamento era fermare le contrastanti operazioni causate dalla Brigata Internazionale guidata dal Maggiore Gordon Lett, così come i soldati Britannici della SAS (Operazione Galia).

Il documentario narra degli eventi del 19/20 gennaio 1945 ad Arzelato, dove la Brigata Internazionale e SAS avevano le basi. L’evento è stato organizzato dall’Associazione di Rievocazione Storica Partigiana Stella Tricolore, in collaborazione con l’Associazione Ultimo Fronte 1945 e la Pro Loco di Zeri.

5 Responses to “Rievocazione del rastrellamento di Arzelato (19/20 gennaio 1945).”


  1. 1 Anonimo marzo 14, 2012 alle 11:04 am

    Non è corretto definirlo di Arzelato,(certo li ci fu un episodio importante perchè c’era il maggiore Gordon Lett)bensi di tutto lo zerasco perchè forze nazifasciste salivano dal pontremolese,da Sesta Godano,ma lo riporta ancora meglio Il colonnello Turchi (Mario Fontana)che riportava nel suo diario:
    Il rastrellamento durò circa dieci giorni-

    “ 20 gennaio . cielo sereno . Inizia il rastrellamento concentrico con le seguenti direttrici principali:

    Nord- colonne di tedeschi e di mongoli hanno occupato Albareto,Montegroppo e successivamente hanno puntato su Monte Scassella,discendendo quindi a Varese Ligure. Altra colonna tedesca partita da Bedonia per Tornello,Tarsogno ha raggiunto il passo delle Cento Croci e successivamente Varese Ligure.

    Ovest- Dalla zona di Chiavari colonne di alpini che avevano raggiunto la sera del 19 Pian di Fieno,Reppia e Cassego ,hanno puntato su Varese.

    Est- colonne di alpini,tedeschi e bersaglieri della Divisione Italia partite da Pontremoli risalgono la valle del torrente Gordana e raggiungono lo zerasco e monte Antessio. Altri reparti dello zerasco e del Teglia hanno raggiunto il Rossanese.

    Sud-Reparti alpini partiti dal santuario di Velva puntano su S. Pietro Vara. Altri reparti alpini da Carrodano per ponte S.Margehrita,raggiungono la zona di Sesta Godano. Reparti di brigate nere da Borghetto Vara si spingono verso il nord mentre contemporaneamente altri delle Brigate nere e di bersaglieri raggiungono il Calicese con provenienza da est e da sud.

    Tratto dal libro “La battaglia del Gottero” dell’ Istituto Storico della Resistenza “Pietro Mario Beghi” di La Spezia.

    saluti.Mauro Malachina

  2. 2 Igor Inconis aprile 22, 2012 alle 9:38 am

    Codolo. A Chiesa di Codolo, la notte del 20 gennaio ’45 una pattuglia di partigiani, reduce da un’azione di sabotaggio sulla statale della Cisa, fu sorpresa mentre sostava in abitazione privata e passata per le armi. Fra i caduti vi era la medaglia d’oro Antonio Siligato. Si salvò un partigiano Cosacco, ferito gravemente e curato per lungo tempo dal compianto Dott.
    Mario Benelli

    L’abitazione privata di cui sopra è quella di mia nonna Tamagna Pierangela di fu Antonio e Losa Leonilde, nata a Codolo di Zeri nel 1922.
    Mia madre Bresciani Adriana all’epoca aveva poco più di un anno essendo nata il 16 settembre 1943.
    Tra le altre cose mio nonno Brasciani Aristide classe 1916, nato a Filattiera è stato imbarcato, con il grado di Sergente, sulla regia nave “Eugenio di Savoia” come Siligato Antonio.

    • 3 Tosi marzo 13, 2013 alle 5:26 pm

      vorrei rispondere a Igor Inconis nella tragedia della Chiesa di Cdolo ci siamo salvati una ventina per essere piu preciso ci siamo ritrovati al’ospedale di Arbaleto in 23 e il regrupemento a Tarsogno sopra Borgo Taro

      • 4 Anonimo marzo 13, 2013 alle 5:41 pm

        Grazie della sua risposta, le porgo i saluti anche di mia madre che in quei tragici momenti aveva 2 anni appena!
        Grazie di cuore!

  3. 5 paolo benelli aprile 10, 2013 alle 11:31 am

    cmq ad Arzelato sono state rastrellate 10 persone (tutti uomini) e portati davanti al convento della SS.Annunziata alla periferia Sud di Pontremoli per essere fucilati (perchè in paese era stato ucciso un tedesco)- Già al muro,arriva il contrordine, su intercessione di S.E.il Vescovo di Pontremoli vennero graziati ( anche se diversi uomini nel tragitto che da Arzelato conduce a Pontremoli erano riusciti a fuggire).


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