Impianto Eolico a Monte Colombo – I motivi del NO.

54 Responses to “Impianto Eolico a Monte Colombo – I motivi del NO.”


  1. 1 pippo agosto 21, 2012 alle 9:02 am

    Ecco che escono le Cassandre dell’ambiente. Quando si fanno cose nuove e si cerca energie da fonti rinnovabili escono i corvi per portare male alle nuove idee.Io e altri rifiutiamo nel modo più assoluto queste idee per la difesa del territorio in quanto sono baggianate,ma vogliamo l’energia da fonti alternative come le pale eoliche e altre cose che nasceranno in futuro per creare elettricità. Grazie.
    Pilato

  2. 2 vilmavla5555 agosto 24, 2012 alle 4:11 pm

    Buongiorno, sarei molto interessata ad avere notizie più approndite riguardo il tema Pale Eoliche a ZerI, perciò chiedo gentilmente al
    Comitato Cittadino per la salvaguardia del territorio di Zeri (o chi per esso) se sono stati condotti studi approfonditi che hanno determinato i punti del manifesto sopra riportato.

    Chiedo, per mia informazione, ma credo anche nell’interesse di molti , di poter avere ragguagli su alcuni punti:

    – La scarsità di vento del monte Colombo come è stata provata/monitorata?esistono documenti che la attestano?

    – Nessuna certezza al Comune di Zeri per l’introito finanziario.
    Come è possibile stabilirlo a priori? (lo dicevano anche a me quando ho installato un tetto fotovoltaico a casa mia “vedrai, non è certo che arrivino i soldi” ed invece i soldi degli incentivi arrivano regolarmente sul mio conto…) Il comune non sa tutelarsi eventualmente al momento delle stipule contrattuali?

    – Contaminazioni elettromagnetiche ? anche qui quali studi sono stati fatti? si possono eventualmete visionare i documenti che attestano questo punto?
    lo stesso per le malformazioni del bestiame.

    – Quali rotte migratorie (uccelli migratori) attraversano la zona interessata?
    è stata fatta richiesta specifica alla LIPU per avere un elenco dell’avifauna interessata e si hanno certezze delle rotte?

    Vi ringrazio per le eventuali risposte, e sarei interessata non abitando a Zeri, sapere se è previsto un dibattito popolare sul tema , magari condotto da esperti , sia per il SI che per il NO…

    cordialmente
    Vilma Asperti

    • 3 Alex agosto 27, 2012 alle 10:40 am

      Mi faccio una risata alle parole di Pilato.. In quanto sono solo parole: probabilmente non hai visionato alcun documento, non sei informato sul progetto in questione, sei favorevole a priori e ciò è sempre molto pericoloso… e pensare che anch’io all’inizio ero contento dell’impianto.
      E’ come per l’amianto, tutti contenti, un nuovo materiale fantastico, era una nuova idea, poi sappiamo tutti a cosa portato. Dovremmo essere un pò più critici, e farci abbindolare di meno. Queste idee sono buone, buonissime, ci vuole energia che non inquini. Per questo che a priori diciamo di si.
      Una cosa che noto è che chi è a favore lo é quasi sempre a priori: non si vuole nemmeno ascoltare le ragioni di chi si oppone. Perchè? non è ottusità? non si farebbe meglio ad ascoltare e poi a rispondere nel merito delle questioni? anzichè piazzare un bel muro e autoleggittimarsi dei vostri pensieri che date per scontati essere corretti. Ci vogliono fatti, non pregiudizi. E poi basta con questo ambientalismo, è solo un luogo comune. Perchè tu vuoi le energie rinnovabili? L’ambiente è importante, fondamentale per la vita di ognuno se ancora non te ne sei accorto ed è di dovere difenderlo, soprattutto in Italia dove non rimangono più ambienti naturali intatti. Abbiamo costruito dappertutto, anche sulle cime più alte delle Alpi e tu vuoi ancora costruire costruire, costruire….

      Bhè ora veniamo ai fatti, rispondendo a Vilma:

      Vento: i dati che abbiamo sono quelli rilevati dalla ditta: certo che esistono documenti che attestano i dati, ci sono 2 anemometri da quasi 5 anni sul crinale di M. Colombo e non solo. Visionati da più tecnici essi hanno espresso l’insufficienza a garantire la funzionalità dell’impianto.

      Introito finanziario: Hai ragione, non è possibile dirlo da principio. Comunque non stiamo parlando di incentivi. La ditta di incentivi ne prende eccome, il punto è se il Comune ricaverà quello che la ditta gli ha promesso.
      Perchè questo dubbio? perche la ditta FERA ha un passato un pò burrascoso, collusioni con la mafia, condanne etc.. (cercate in rete). Ed esempi in cui i comuni non hanno preso una lira ce ne sono a bizzeffe; perchè le ditte poi falliscono, oppure vendono l’impianto a terzi etc.
      Ci fidiamo?
      Un’altra cosa che mi viene in mente adesso: la dismissione dell’impianto chi la farà? Lo smantellamento avverrà?
      Andare in sud Italia e guardarci intorno fa capire come funziona il rinnovabile in Italia.

      Elettromagnetismo: ovvio che ci sono i documenti. Il bello è che sono sempre della ditta proponente l’impianto. Ben 11 recettori sottoposti a livelli di elettromagnetismo superiori alla soglia epidemiologica.
      Malformazioni al bestiame: sono medici che affermano questo. Peccato che gli studi siano ancora pochi numericamente; dovrebbe però vigere il principio di precauzione. o no?

      Migratori: il Passo dei Due Santi è interessato da passaggio migratorio, attestato da studi avvenuti nel passato e dalla stessa ditta. L’impianto eolico non sorgerebbe nel passo ma a circa 1900 metri di distanza.
      Il punto è che i pascoli dell’impianto fungono da luoghi di sosta e di caccia per i migratori. Luoghi fondamentali per proseguire al meglio la migrazione. Sai che è anche territorio di caccia dell’Aquila reale? Che ci sono numerose specie tipiche dei prati d’alta quota protette da direttive europee? Che sono frequentati abitualmente dal Lupo?

      Il progetto dell’impianto lo trovate facendo richiesta all’ufficio tecnico del Comune di Zeri o Pontremoli. C’è inoltre un ricorso al TAR della Toscana: lo trovate in rete.

      Stiamo organizzando un dibattito pubblico: probabilmente in settembre, vi faremo sapere e spero partecipiate in molti, pro e contro l’impianto.

      Alex

      • 4 Alex settembre 7, 2012 alle 11:41 am

        Peccato che non vi siano altri commenti… non c’è niente da chidere?da affermare?da negare? niente di niente?

        Bisogna parlare, con rispetto e coscienza, ma bisogna parlare!

        Informo che SABATO 15 SETTEMBRE ORE 20.30 IN SALA CONSIGLIARE A PATIGNO, SI TERRA’ UN INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA EOLICO A ZERI ED IN ITALIA.

        RACCOMANDO LA PARTECIPAZIONE A CHIUNQUE VOGLIA APPROFONDIRE IL TEMA, ESPRIMERE UN GIUDIZIO E FARE DOMANDE VISTO CHE AVREMO TRA GLI OSPITI PERSONE DEL SETTORE PRONTE A RISPONDERE.

        GRAZIE

        Alex

  3. 5 alberto settembre 10, 2012 alle 10:01 am

    Quello che temo è il fatto che l’impianto eolico sia una speculazione che lasci il nostro territorio danneggiato e non remunerato, come promesso. Da opinioni di tecnici specializzati che hanno esaminato la questione, il parere non è favorevole. L’impatto ambientale dell’impianto sarebbe alto, e come si dice “il gioco non varrebbe la candela”.

    Vorrei discutere anche degli altri due impianti di energia alternativa: biomasse a Patigno e idroelettrico a Noce.

    Il primo, da quel che so, sembra ultimato. Perciò riterrei opportuno che funzionasse, almeno per valutarne l’efficacia ed il prospettato risparmio che dovrebbe portare nel riscaldare gli edifici della scuola e del Comune di Patigno.

    Il secondo impianto è stato attuato in parte, attualmente i lavori sono sospesi. Verrà a costare il triplo del costo preventivato? Sarà anche questo un impianto che funzionerà, o sarà un ulteriore sperpero di denaro pubblico?

    ciao alberto

    • 6 vilmavla5555 settembre 10, 2012 alle 8:24 pm

      Alberto, quello che scrivi riguardo la centrale a biomassa di Patigno e idroelettrico di Noce è sacrosanto.
      Riguardo il tuo pensiero per l’eolico (visti questi precedenti) posso capirti, ma quando si tratta di prendere decisioni e la collettività è chiamata a dire la sua non si tratta di provare sensazioni positive o negative pensando che siano solo speculazioni.

      In questo caso si dovrebbe fare tutti uno sforzo per partecipare ad un dibattito che porti ad intraprendere la strada di una scelta consapevole, suffragata da dati, non da sensazioni.

      Questo sarà possibile se tutte le informazioni saranno passate dagli organi interessati con onestà e professionalità, non certo sull’onda emotiva. Si potrà arrivare ad un risultato pretendendo che sul tavolo vi siano le valutazioni a tutto campo svolte da vari organi competenti, per permettere ai residenti di essere sereni nelle loro conclusioni, ed è qui che la partecipazione della cittadinanza ad un progetto può fare la differenza di come verrà realizzato o perchè non verrà attuato.
      Io penso che non si debba lasciare in mano solo alla parte politica-amministrativa una decisione di tale portata e che riguarda tutti , come l’ambiente in cui viviamo.

      Dal canto mio (io sono favorevole ) mi sto interessando e raccogliendo dati sull’energia eolica e far di tutto per riuscire a partecipare all’incontro di sabato (io arrivo dalla prov. di Milano), sperando in uno scambio costruttivo e di venire a conoscenza dei dati già raccolti.
      Spero partecipino anche molti zeraschi .

      Preciso che io non lo sono (zerasca), neppure di origine, ma trovo giusto che le potenzialità di un territorio siano utilizzate a beneficio della collettività che vi risiede e che il risultato che si può ottenere sia messo in atto con il maggior rispetto possibile, sia ambientale che verso gli abitanti.

      ciao, vilma

  4. 7 alberto settembre 17, 2012 alle 9:42 am

    Anzitutto congratulazioni ad Alex ed al Comitato per la Salvaguardia di Zeri per aver organizzato il dibattito pubblico del 15 settembre scorso. Tutto era rimasto fino ad allora materia per gli addetti ai lavori, senza un coinvolgimento necessario e doveroso dell’opinione pubblica e dei cittadini di Zeri, con i proprietari delle case del Villaggio Aracci in testa.
    E’ stato un incontro di chiara esposizione di tutte le parti in campo, con interessanti e aggiornate relazioni degli ospiti invitati che hanno dato modo di approfondire l’argomento ed avere una più ampia comprensione sull’impianto eolico progettato per monte Colombo, e sull’energia eolica più in generale.
    Come temevo l’impianto eolico in causa è di tipo industriale, con notevole impatto ambientale, senza le garanzie di resa annunciate, e non ultime, implicazioni sulla salute pubblica denunciate dal medico presente all’incontro.
    La Lunigiana ha saltato la fase industriale in Italia, pagandone anche i costi con una elevata emigrazione; ma non ritengo che sia il caso di cedere a “facili” tentazioni di guadagno che chiedono un pesante pedaggio. Ora che sta maturando un po’ più di coscienza ambientale cerchiamo di salvaguardare il nostro ambiente e valorizzarlo al meglio.

  5. 8 castagnodinoce settembre 19, 2012 alle 10:58 am

    perchè … perchè adesso si deve discutere se fa male se non fa male. se è remunerativo o no , se è brutto o bello ….. il vento di zeri è una faccenda gia’ chiusa ,approvata da tutti gli enti . non era meglio discuterne prima ? che so ,informare i cittadini del progetto ? pro e contro ? … solita demenza amministrativa . o punti su turismo e territorio o su altro . ma decidete c….o

  6. 9 vilmavla5555 settembre 20, 2012 alle 8:05 pm

    Ho partecipato anch’io alla riunione di sabato sera.
    Ho apprezzato molto lo stile di Alex e il suo impegno, un po’meno quello dei “belligeranti” relatori, tranne il medico che ha esposto con chiarezza tutti i dati relativi il suo intervento, citandone le fonti.
    Ho trovato inutile dire la mia quella sera, in quanto non si lasciava finire alcun intervento che non fosse per il NO, constatando l’esistenza di uno scambio alquanto animoso e poco democratico (a mio parere parlare “addosso” a chi sta esponendo il suo argomento , lo è)
    Mi pare di aver visto molta gente come me non residente, mentre chi abita a Zeri (probabilmente non interessato alle questioni del NO) era in platea in numero esiguo.
    Di fatto ci sarebbe molto da dire sull’ambiente di Zeri che si vuole salvare e che viene lasciato a sé, per incuria, per incapacità, per impossibilità probabilmente sia amministrativa che degli stessi residenti.
    Il responsabile di Italia Nostra, il signore di Pontremoli, l’altro signore di Borgotaro (chiedo scusa, non ricordo i nomi!) difendono giustamente un territorio che ha grandi potenzialità, ed io sulla difesa di questo territorio ci credo.
    Trovo altrettanto sacrosanta la difesa dei non residenti riguardo ciò che concerne un valore così grande come lo è la propria abitazione, fosse anche quella delle vacanze, e del tutto condivisibile è la preoccupazione dell’amministrazione nel voler essere a conoscenza in modo più preciso possibile di quale sarà il tornaconto economico dell’operazione. Ma qui confido nel buon amministratore che saprà far pesare la bilancia in favore delle casse comunali.

    Sarebbe perciò bene fare con attenzione il conteggio dei più e dei meno di questo progetto eolico e vedere se il saldo non sia positivo, alla fine.

    A questi soggetti che sostengono vivacemente il NO all’eolico in nome della salvaguardia dell’ambiente, a cui anch’io sono legata, invito a fare un pensiero:
    Sarebbe interessante che chi ha in cuore Zeri come un posto bello dove stare, si occupasse anche del mantenimento quotidiano della bellezza di questo territorio, facendo battaglie perchè le recinzioni non siano fatte da reti arrugginite o da pezzi di metallo di recupero qualsiasi; che il senso civico impedisse di trovare lavatrici abbandonate o altri rifiuti ingombranti nei boschi; che non si permettesse di andare con le moto da enduro sui sentieri boschivi e rovinarli in nome di non so quale turismo su due ruote; che non si usasse la macchina anche solo per far poca strada (vedo grandi SUV anche a Zeri: CO2 a tutto gas, oserei dire……) , che si regimentassero le acque di scolo che erodono e fanno franare le strade più o meno frequentate.
    Anche queste cose fanno sì che una casa non perda di valore, credetemi: avete presente il Trentino?

    E guarda un po’, si dice NO all’eolico e ci si imbatte in molte persone che son quasi felici che si vadano ad istallare parabole per ricevere tutti i canali TV e internet, che si erigano più e più antenne per i cellulari (guai rimanere senza voce…)e vorrei ricordare loro, visto che si maledice il fatto che vodafone non prende e che ci vorrebbe un segnale più potente, che dietro a tutto c’è un’antenna che deturpa il paesaggio da qualche parte e che anche in questo caso si devono fare i conti con l’elettromagnetismo . Vorrei rammentare che per accendere TV e luci in casa da qualche parte c’è un grande palo della luce (scusate l’espressione poco tecnica)e che per arrivare fin lassù con l’energia elettrica son stati disboscati alcuni tratti di bosco, sono stati fatti plinti di cemento per sostenere i piloni dei megawatt (a Zeri come dappertutto). O dobbiamo ammettere che quel che sono i bisogni creati ad arte e che ci fan comodo (la TV sempre accesa o il telefono sempre in tasca, ad esempio) e dei loro effetti negativi sulla salute qui non conta?

    E l’amianto che vedo da anni perdurare come copertura del tetto (sgretolandosi sempre di più anno dopo anno) del magazzino comunale vicino ad una scuola di Zeri?
    Si, probabilmente per gli abitanti del Villaggio Aracci, quello non è importante..

    No, mi pare che nella serata si sia parlato unicamente dell’effetto NIMBY (Not In My BackYard) basta che non sia nel mio cortile e tutto il resto va bene.

    E’stato detto che 300 firme di gente RESIDENTE son state raccolte a favore di questo impianto, mi pare senza che alcuno sia andato col fucile a far firmare. Mettere una firma è una responsabilità propria ed è accettabilissimo che si cambi idea in due anni: prima si pensava che fosse giusto, poi ci si rende conto che si era formulato un pensiero sbagliato : è umano.
    Certo però non si può colpevolizzare una ditta di non aver dato informazione, molto spesso tocca anche a noi andarcela a cercare o stimolare che alcune risposte ci vengano date. Siamo onesti, la colpa non è sempre “di qualcun altro”.

    E’ stato detto che che gli incentivi eolici ingigantiranno sempre di più le nostre bollette energetiche:
    forse è vero il contrario visto che gli incentivi statali si stanno abbassando. Se È vero che questo aumento grava oggi, e domani sempre di più, sulle nostre bollette, allora sono colpevole anch’io : mi state pagando gli incentivi che prendo per il mio tetto fotovoltaico, e stiamo pagando per tutti i tetti fotovoltaici sparsi in Italia.
    E, rammento, la scelta di un tetto che produce energia alternativa è una scelta ecologica consapevole anche di molti privati e non si tratta solo di reddito per la percezione degli incentivi di grandi aziente che si occupano di energie rinnovabili.
    E’ vero però (anche se qualcuno dei signori presenti ha sbeffeggiato il protocollo di Kioto) che l’Italia ha firmato e fatto promesse di riduzione di energia da fonti fossili entro il 2020, cosa che personalmente trovo buona e giusta.
    A completezza dell’informazione, che sono sicura sapete già, vi riporto un estratto dal sito ANEV http://www.anev.org/?page_id=363 che spiega meglio di me cosa vorrei dire in proposito,
    ecco cosa riporta il sito:

    “C’è chi dice che il sistema di incentivi alle rinnovabili ricade sulle spalle dei consumatori. E’ vero?
    L’unico importo in bolletta legato alle energie rinnovabili pagato dagli italiani è quello relativo alla compensazione che il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, svolge in caso di mancato adeguamento delle percentuali d’obbligo da parte del Governo e comunque nei soli limiti del raggiungimento dell’obbligo assunto in Europa, ovvero quello di produrre una parte di energia elettrica da fonti rinnovabili. È una cifra che mediamente negli ultimi cinque anni è stata pari 200 milioni di euro all’anno, destinata a ridursi, rispetto ai 400 milioni di euro ogni anno che si pagano sempre in bolletta per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari. L’Italia si è impegnata a produrre entro il 2010 il 25% e al 2020 il 28,97% del consumo interno lordo da fonti rinnovabili, e se non ci riuscirà gli oneri sulla bolletta dovuti alle penalità europee saranno di molte volte superiori.”

    Per ultimo : al signore di Borgotaro che ci ha fatto vedere tremende diapositive di come si dovrà intervenire sul Monte Colombo per creare la wind-farm (ma davvero c’è chi non ci aveva pensato?) vorrei dire che ha fatto bene a mostrarle.
    Esattamente bene come un qualsiasi chirurgo che deve operare a cuore aperto un paziente e, per tranquillizzarlo, gli fa vedere come non appena sarà anestetizzato gli apriranno il torace , come gli segheranno le costole e gli taglieranno le arterie e pariranno il cuore per arrivare all’ottimo risultato post operatorio: un cuore che funziona e una ferita che si rimarginerà .
    Purtroppo la cruenza delle immagini credo che produrrà sul paziente un effetto del tutto negativo verso quel che dovrà affrontare, nonostante il risultato.
    Ma anche qui il parere è del tutto personale: a me piacciono le notizie non corredate da sensazionalismi.

    Alex, se ci sei batti un colpo. Non di solo eolico si deve discutere.

    Grazie a tutti quelli che sono arrivati fin qui a leggere.
    Vilma Asperti.

    P.S @Castagno di Noce: puntare su turismo e eolico non credo sia un ossimoro…

    • 10 Anonimo settembre 21, 2012 alle 9:52 am

      Buongiorno a tutti mi chiamo Mauro Malachina e ho molto a cuore la mia terra,la terra dove sono nato e dove appena possibile ritorno.
      Grande Vilma sono d’accordo con te su tutti i punti esposti e mi è spiaciuto non poter essere li a sentire le esposizioni di questi signori. Non conosco bene la questione dell’eolico ma mi pare opportuna una riflessione,tempo addietro ho visto un documentario sull’Olanda dove c’erano centinaia di pale eoliche e la cosa è in continua espansione. Che significa questo? che i cittadini olandesi non hanno a cuore il territorio?? Oppure riescono ad avere notevoli risparmi energetici con meno inquinamento e meno rischi per l’ambiente?
      E’ una domanda che giro ai signori che tanto demonizzano queste pale e ringrazio per la risposta. Un caro saluto a Vilma e a tutti quelli che hanno a cuore il territorio zerasco. Mauro

      • 11 Ivano Raffeca settembre 27, 2012 alle 10:34 pm

        Ciao Mauro, non ti conosco ma mi piacerebbe, ho visto il tuo diario su fb ho visto che hai fotografato uno dei miei cani al villaggio Aracci, ecc ecc.
        Io non sono zerasco, ma dopo 37 anni che vengo nelle valli di Zeri penso di meritarmi almeno una Z.
        Ti chiedo cosa saresti disposto a fare per un’amante o moglie, per un proprio figlio, per un amore, per qualcuno o qualcosa che si ama per quello che è per l’aspetto che ha.
        Io tanto, io molto, io anche di più.
        Per me Zeri è così, forse un’amante? forse.
        Resta il fatto che abbiamo costituito un comitato, che abbiamo lavorato per far sapere alla Gente di Zeri, che cosa sta succedendo alla loro terra, alla mia terra, alla terra anche di Vilma (visto che ci tiene), alla terra di Alex, alla terra di…. tutti noi che abbiamo Zeri nel cuore.
        Ci siamo impegnati a far sapere quello che il sindaco precedente, un tal filippelli, ha voluto regalare al territorio: una vera violenza! Ecco cosa sarà. Ma se vinceranno lo vedrete con i vostri occhi.
        Sai dovè il monte Colombo? spero di si, vai a farci qualche foto, visto che ti piace la fotografia come a me. Ammira la bellezza di quei sinuosi pascoli, con sotto la Formentara, Gurfuglieta, Porcilecchio, paesi dimenticati purtroppo anche dalla Gente di Zeri.
        Esplorane i boschetti, scopri gli animali che ci vivono, i fiori e le piante che crescono diverse nelle stagioni, memorizzane i profumi. E guarda dall’alto la valle di Zeri, con Patigno e Coloretta e Bergugliara, e…. poi tira un bel sospiro e pensa che violenza sarebbe se 7 pale eoliche alte 120 metri cadauna sorgessero sopra i due crinali, e prova ad immaginare chi vorrebbe mai vedere da turista amante della bellezza, uno scempio del genere.
        Un pazzo sicuro.
        Un tecnocrate sicuro.
        Un “malato” affamato di ambientalismo a tutti i costi che ha bevuto la “medicina” di dottori (leggi industriali) impazienti di ripulire la melma (leggi quello che vuoi) che hanno sparso sul pianeta, facendogli credere che la “medicina” propinata è l’unica che lo salverà! Sicuro!
        Povero lui, non sa che la trappola gli è stata preparata e ci sta per cadere dentro.

        Mauro, trovo info e leggo su web di te, e ne deduco che sei una persona profonda, per le poesie e gli autori che leggi, per la realtà di vita che cerchi di seguire (il buddismo, se vuoi possiamo farci un giro per la Casa del Tibet qui vicino a casa mia http://www.casadeltibet.it/index.php?option=com_content&view=article&id=66&Itemid=72), le foto antiche che testimoniano la vita dei veri Zeraschi, il loro coraggio e la bellezza antica di Zeri che per fortuna non è ancora tramontata, non possono farmi pensare che tu sia a favore di un impianto eolico industriale realizzato su un crinale di montagna che fino a pochi mesi fa era un pascolo ed ora è un’area industriale (area convertita da pascolo ad uso industriale da delibera della giunta filippelli solo per il progetto eolico).

        No, non posso credere che tu credi che un popolo come gli olandesi, anche se hanno moltissimi mulini a vento, abbiano detto si tutti insieme nessuno escluso, alla “forestazione in->controllata di torri eoliche” dei loro splendidi territori? Certo che qualche dissidente lo avranno pure loro. Vero?

        Guarda le valli di Zeri come sai far tu, con i tuoi veri occhi, sono sicuro che ripenserai in cuor tuo a quello che hai detto sopra.

        Grazie per la tua attenzione
        Ivano Raffeca

  7. 12 Anonimo settembre 21, 2012 alle 10:44 am

    Gentili signori e signore mi chiamo Mario Maffei sono zerasco e ne sono fiero.Sono il custode del villaggio aracci da piu’ di dodici anni.Prima lo faceva mio padre per piu di 25 anni,ho due figli una di 8 anni e uno di 6 mesi,sono stato consigliere comunale nell’ultima legislatura e sono favorevole all’eolico ma non industriale,ho partecipato alla riunione di sabato è stata molto interessante,bravi a chi continua questa battaglia.La mia paura è per la salute,non tanto mia ma quella dei miei figli.Invito la signora vilma a farsi un giro nel villaggio aracci,e chiudo dicendo che non tutti gli abitanti di zeri sono come li avete dipinti.Grazie

    • 13 vilmavla5555 settembre 21, 2012 alle 11:10 am

      Grazie Sig. Maffei dell’invito,
      il Villaggio lo conosco, ci sono stata più di una volta, ma potrei anche accettare il suo invito una delle volte che sarò sul posto , ci conosceremmo di persona.
      con la frase “non tutti gli abitanti di zeri sono come li avete dipinti” non so cosa voglia dire, io ho molti buoni amici a Zeri, e non ho pregiudizi su alcuno.
      Ho scelto liberamente di avere una seconda casa a zeri e mi sono sempre misurata in prima persona, mettendo la faccia (e il nome) in ogni critica buona o meno buona che ho portato avanti pubblicamente.

      Chi mi conosce veramente a Zeri, sa la persona che sono.

      In ogni caso, sulla questione della salute potrei concordare con lei, ma non sono pienamente convinta di alcuni passaggi che sono stati descritti nella serata e sto cercando di documentarmi meglio.

      grazie anche a Mauro del sostegno che mi ha dimostrato su un commemto.

      Vilma

  8. 14 castagnodinoce settembre 21, 2012 alle 7:57 pm

    non è mia abitudine essere troppo prolisso , ma forse il mio commento è
    stato troppo secco. l’impianto ” vento di zeri ” cambiera’ per molti anni ( forse per sempre ) la morfologia e quindi il paesaggio ( bellissimo ) della
    zona interessata . se vogliamo appoggiare la disperata ricerca di denaro
    facile e immediato ce sembra avere caratterizzato i precedenti “padroni di
    zeri ” (eolico industriale ,biomasse ,idroelettrico ) va bene . ma ci sono dei
    punti che non tornano……
    oltre al sopracitato disastro eolico ,il biomasse .. bello ..si funzionante ..come no non inquina se partisse ? mah
    idroelettrico … lavori fermi da mesi .strada disastrata .alveo del fiume
    a noce modificato in maniera scandalosa , pericolosita’ ELEVATA di esondazioni sempre a noce per il mancato ripristino scogliere .
    per cosa poi ? 100.000 200.000 euro l ‘ anno ? ( FORSE )
    non sarebbe stato meglio investire sulle neanche pochissime risorse di cui dispone ,disponiamo , a zeri ?
    ad esempio i funghi ,legname ,agnelli vari ,prodotti del sottobosco ,ristorazione tipica ,turismo in generale ?
    certo ci voleva di rendere i paesi presentabili .di tenere le strade in maniera almeno accettabile , e sopratutto di riuscire a inculcare allo zerasco lo spirito di cooperazione di collaborazione fuori del proprio orto o pascolo o idea politica per il bene comune…..

    fantascienza pura

  9. 15 Alex settembre 24, 2012 alle 2:32 pm

    Ciao a tutti, batto un colpo, scusate ma la connessione internet qui non è sempre disponile (fortunatamente). Anche a me non piace essere prolisso, ma in questo caso sono andato oltre ogni limite e avrei ancora mille parole da scrivere. Mi spiace “castagnodinoce” ma spero che riuscirai a leggere lo stesso.

    Giusto non parlare solo di eolico, ma ora è forse il tema più urgente.

    A ragione chi dice che se ne doveva discutere prima, eccome, magari l’avessimo fatto, magari avessimo saputo prima del progetto, se non altro per dovere verso la cittadinanza. Eppure qualche riunione sembra che sia stata fatta, sarebbe interessante sapere chi c’era, soprattutto sapere se c’erano degli zeraschi o solo la ditta e gli amministratori comunali o chi altro direttamente interessato. Comunque sia, giro da mesi per le valli a informare della questione e tutti sono caduti dal pero, non sapendo affatto del progetto.

    Non è tra le mie priorità sapere se ci sarà o meno un tornaconto nelle casse comunali, se ci sarà esso sarà inevitabilmente basso per il danno che creeremo e questo tema non rientra tra i motivi principali per cui mi oppongo al progetto, comunque il gioco non vale la candela fatta di denari, per quanti essi possano essere. Come ha già detto qualcuno smettiamola di scendere a grossi compromessi per soldi facili.

    Hanno raccolto 300firme a favore di cosa? Qualcuno ha firmato ad occhi chiusi, soltanto sulle intenzioni, ce ne rendiamo conto? Voi avreste firmato per un opera industriale senza aver visto alcun progetto? io no, non sono aprioristicamente d’accordo su quasi niente. Le cose vanno viste, lette, pensate e poi giudicate, poi allora possiamo coscienziosamente firmare pro o contro un qualcosa. Ahimè si parla di energie rinnovabili, chi non è d’accordo? siamo tutti favorevoli a produrre energia elettrica in modo pulito, ma non è questo il punto, e qualcuno ci marcia.

    In Olanda, Paesi Bassi, Germania etc il territorio è diverso. Questo è il nocciolo. Come ho provato a spiegare, malamente, all’incontro, loro possiedono grandi pianure ventose con ecosistemi omogenei vastissimi, perciò riescono a limitare l’impatto sull’ambiente e riescono a costruire impianti di decine di aerogeneratori con produzione massiccia di energia elettrica, cosa che giustifica l’impatto ambientale seppur basso (dopo vedremo che in realtà non è proprio così) e i grossi investimenti. Ma soprattutto hanno il vento. Costante e con la giusta potenza. In Spagna sono costretti a spegnerli per non eccedere nella produzione. Noi siamo costretti spesso a immettere energia per farli partire.

    In Italia abbiamo una quantità tale di ecosistemi che non immaginiamo neanche, il tutto in poco spazio. Molti sono di ridotte dimensioni e fragili. Così sono i prati di M. Colombo e M. Pianella: i prati là presenti non sono tali per l'”effetto cima” come spesso ho letto nelle relazioni della ditta, questo effetto avviene di solito ad altitudini maggiori. I prati sono presenti a causa dell’azione dell’uomo, ossia del disboscamento per il pascolo, si dicono infatti ambienti d’origine secondaria. Il disboscamento di per sé non è un male se ragionato. Ossia se eseguito con criterio. In quel luogo, come in altre parti, si è creato un equilibrio stabile tra uomo e ambiente (fantastico, è un esempio che possiamo interagire con quello che ci circonda senza devastare ogni cosa) che ha permesso l’instaurasi di una vegetazione tipica, per altro con carattere prioritario (per chi interessato Habitat 6210*), protetta a livello europeo dalla Direttiva Habitat. La considerazione è questa: l’habitat si è formato grazie alla pastorizia, e solo con il mantenimento di questa può perdurare, altrimenti il bosco recupera quello che gli è stato sottratto. Tutti sappiamo che la pastorizia è calata drasticamente, compreso nel crinale in questione, perciò in maniera del tutto naturale questi habitat stanno sparendo. Ora capite l’urgenza di preservarli? Se in più andiamo a costruire proprio lì un industria che ha bisogno di fondamenta non indifferenti e strade di servizio non si fa altro che velocizzare la loro scomparsa rendendoli sempre più rari. In tutto Zeri, l’habitat è presente con certezza in due siti: crinale M.Colombo e crinale verso Rossano dal P.so del Rastrello. Tanto per cambiare anche il secondo crinale era interessato dal progetto originale della ditta! Al M. Colombo questi aspetti vegetazionali verrebbero del tutto asportati nella fase di cantiere.
    Non pretendo l’assenza di impatto ambientale, ma che questo sia sostenibile. L’uomo, come ogni altra specie vivente, interagisce e modifica l’ambiente a proprio vantaggio. E’ naturale quindi determinare un “impatto ambientale”, ma questo deve poter essere assorbito dall’ecosistema senza che ne sia profondamente modificato. Ricordiamoci che i cambiamenti rapidi e invasivi generano squilibri insostenibili che si risolvono spesso in catastrofi e che solo i cambiamenti lenti vengono assorbiti dall’ambiente.
    L’Ing Fera, l’imprenditore che ha fondato la F.E.R.A. srl proponente l’impianto, mi ha detto: “guarda che porterà turismo, verranno le scuole a vederlo” ok, dubito fortemente ma ammetto che potrebbe anche essere, gli ho risposto: “ce li portiamo anche noi i turisti, facciamo un percorso storico-architettonico-naturalistico, che attraversi la Formentara, Porcilecchio e Gurfuglieta, tornando indietro poi per il crinale, magari in maggio-aprile quando è tutto fiorito di orchidee”.
    Questo percorso che cito è stato ideato nel Progetto BioZeri, uno studio svoltosi dal 2007 al 2009, da una squadra di professori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Qualcuno lo conosce? Già, è uno studio incredibilmente interessante ma messo in un cassetto e presto dimenticato. Andate in Comune e fatevelo dare, pretendetelo. Oppure ci vediamo e ve lo do direttamente. Lì c’è molto di quello che è Zeri, soprattutto per quella che è la cultura rurale (l’uso delle piante-etnobotanica) legata all’ambiente.

    Altra considerazione: in nord Europa creano molto eolico perché hanno tanto vento e non fanno fotovoltaico perché hanno poco sole; in Italia abbiamo tanto sole e poco vento, ma vogliamo comunque fare l’eolico. Non ha molto senso fare i paragoni con gli altri paesi, questi impianti vanno contestualizzati al territorio. Perché si basano su energia prodotta da fenomeni naturali, e ogni territorio ha le sue peculiarità. Non so se in Olanda c’è qualcuno che dice “belan ma in Italia hanno il fotovoltaico e noi no, facciamolo anche noi!”; non avrebbe molto senso no?
    Non voglio però difendere l’eolico negli altri paesi, infatti hanno fatto enormi disastri anche loro. Non so a che punto sia la coscienza ambientale in questi stati, ma l’impatto di certi impianti è stato devastante tanto da modificare rotte migratorie o annullarle completamente.
    Molti impianti hanno ridotto drasticamente le popolazioni di pipistrelli fino all’estinzione locale.
    In Spagna, Belgio, Stati Uniti gli studi d’impatto sui migratori o stanziali aumentano sempre più, confermando l’enorme incidenza su questi animali; parliamo di decine di migliaia di uccelli morti ogni anno per collisione diretta, solo in Europa; in America del Nord le cifre sono ancora più alte. Esiste molta letteratura scientifica su questo aspetto, cercate in rete o nelle biblioteche.
    Questi danni estremi sono il frutto di industrie posizionate in luoghi non idonei ambientalmente, ma idonei tecnicamente. Un’energia rinnovabile, che nasce al fine di sostituirsi al carbone fossile per evitare l’inquinamento e quindi l’impatto ambientale, ma poi ha come effetto lo stesso impatto ambientale. E’ un assurdo.
    Questo aspetto riguarda anche Zeri: il P.so dei due Santi è un passaggio migratorio, sul crinale di M. Colombo si aggira spesso l’Aquila Reale (coppia storica che nidifica al M. Gottero dagli anni ’90 e chissà se sono presenti altre coppie anche a Zeri, sarebbero necessari studi, sicuramente per un anno una coppia ha nidificato ad Adelano, ma poi diciamo che qualcuno l’ha fatta andare via con le “buone” maniere) e il Biancone (migratore che estiva a Zeri con una coppia tutti gli anni almeno dal 2007, senza contare gli esemplari di passaggio). L’aspetto è da approfondire ma ho scritto già così tanto che mi fermo qua su questo tema. Sarebbe da parlare poi delle specie stanziali minacciate sul crinale, delle rondini e rondoni. Se un mese fa vi foste trovati sul crinale, ma anche in questi giorni, avreste potuto assistere stormi di decine di questi piccoli uccelli che raggruppandosi si preparano alla migrazione. Sono cose che vediamo nei documentari, ma che con un minimo di preparazione e fortuna possiamo assistere anche a pochi passi da casa ed è, come potete immaginare, estremamente interessante.

    Zeri si caratterizza per i boschi, i prati, l’elevata biodiversità, le tradizioni rurali, l’architettura tipica, è portatore di valori e sapienza che tra pochi anni potremmo non avere più. L’industria non c’entra niente con questo luogo, così come per tutto il resto dell’Appennino.
    Il territorio può sostenersi con attività economiche ben più conciliabili con la sua propria vocazione. Rimando alle parole dell’ultimo commento di “castagnodinoce” con un piccolo ma essenziale appunto: il turismo si, ma un buon turismo, non mi piacerebbe vedere Zeri invasa da gente stralunata; è un turismo naturalistico, storico e culturale che dobbiamo richiamare. Non il turismo di massa. Ecco Vilma che questo tipo di turismo allora si che diventerebbe un ossimoro con l’impianto eolico. Ho enorme paura del turismo di massa, la stessa parola turismo non mi piace, la aborro, la scaccio via..ma così d’impeto, se ci ragiono poi, allora capisco che poche, relativamente, persone, veramente interessate ai valori reali dei territori potrebbero costituire una fonte d’impiego e valorizzazione elevatissima. Poi mi basta andare un’ora nelle faggete in questi giorni e guardare attorno per inorridire di fronte allo scempio che compiamo. Sottobosco distrutto, lettiera rivoltata, stagnola, bottigliette, scatolette, carte di caramelle, plastica in genere, bottiglie di birra… tutto lasciato a marcire in spazi per cui non trovo parole per descriverne la bellezza. Questo non ci vuole, questo tipo di turismo devasta il territorio. Poi per primi sono gli zeraschi che fanno tutto questo, che sia chiaro.
    Ma poi dico: la porti la roba piena ovunque, e non sei capace a maggior ragione a portartela via vuota??????????????????Vai a raccogliere i frutti del bosco, che esso ti offre così disinteressatamente, e tu lo ripaghi inquinandolo???????????????????? ma cavolo, per non dir di molto peggio.

    Chiudo, che sarebbe anche il caso: quando vado per boschi, ossia sempre, per passione e lavoro, raccolgo tanta rumenta. Diciamo che non ci piace questa cosa giusto? Perché non ci organizziamo in una squadra di volontariato e ripuliamo quel che riusciamo?
    Daremmo una grande lezione agli zeraschi in primis e in secondo luogo dimostreremmo quanto teniamo a questa terra, e sarebbe un enorme soddisfazione personale a garanzia della passione pura che ci spinge a conservare il territorio. E se mai si formasse questa squadra, ribadisco “squadra” quindi persone che collaborano e lavorano allo stesso scopo, mi piacerebbe che ci fossero degli zeraschi.

    Sto raccogliendo le firme a scapito della costruzione dell’impianto, chi appoggia la causa lo invito a diffondere la voce, a parlare col vicino, a fare passaparola con chiunque, dobbiamo parlare e confrontarci, dobbiamo essere più uniti, solo così le cose funzionano.

    Lancio un tema che potrebbe essere un’alternativa, ma su cui bisogna informarsi a dovere, per evitare che si riveli poi simile all’eolico: solare termodinamico; non ne so granché ma sembra essere, da quel poco che ho letto, un ottima tecnologia per usare l’energia solare. Esso ha comunque il carattere di “industriale”.

    Ciao

  10. 16 Ivano Raffeca ottobre 1, 2012 alle 9:47 pm

    Curioso articolo questo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/16/pale-eoliche-quanti-miliardi-al-vento/353992/

    ma di più come termina:
    […] Sarà zeppo di acciaio anche ciò che ora è libero da impianti. Anche le vostre montagne e i vostri occhi dovranno abituarsi. Serve energia pulita. E che nessuno fiati.

    Che nessuno fiati!

    Ivano

  11. 17 alberto ottobre 2, 2012 alle 3:33 pm

    Caro Alex,

    non tutti hanno il tuo interesse e passione per la natura. L’uomo moderno impregnato di scienza e tecnologia sta dimenticando l’apprezzamento della bellezza in natura. Ci accontentiamo di qualche foto panoramica sul desktop del computer, di un documentario in tv, o di un film ambientato chissà dove. I luoghi di cui stiamo parlando (M. Colombo e dintorni) erano abitati fino a qualche decennio fa, ma ora il genere umano preferisce una vita più “comoda,” ore ed ore trascorse in auto o su un camion, ad una cassa di supermercato, davanti a un computer in milioni di uffici. . .
    Così vivere in mezzo alla natura per molti avviene soltanto nelle vacanze (sempre se viene scelta questa mèta). Nostalgici del tempo passato?! Veramente non c’è la possibilità di rivedere quei luoghi abitati, a misura d’uomo e natura?!
    Tra i motivi del NO vorrei soffermarmi sul punto: “Localizzazione di un impianto industriale ed opere annesse in aree sottoposte a vincolo paesistico ed archeologico e pertinenti luoghi storici di valore nazionale (Formentara).”
    Da quanto abbiamo appreso nell’incontro organizzato dalla “Associazione Valli di Zeri” del 29/09/ scorso, l’Amministrazione Comunale punta sul recupero del patrimonio delle cascine. La ricostruzione del Villaggio Formentara, (uno dei pochi villaggi d’alpeggio ancora esistenti sul territorio nazionale) le cascine di Monterosso, Groppo, Pra d’ Be, Betinia, Landi, Gurfuglieta, e Porcilecchio; tutte situate nell’area di Monte Colombo perché non destinarle ad uso abitativo, agricolo, turistico. . .?! Sarebbe un investimento che durerebbe nei secoli, mentre l’eolico, da quanto affermato dagli stessi tecnici della F.E.R.A. ha durata di 30 o 40 anni al massimo.

  12. 18 vilmavla5555 ottobre 4, 2012 alle 6:34 pm

    grazie Ivano ,
    trattenedo il fiato ho (ri)letto molto attentamente l’articolo di Antonello Caporale che avevo già letto non appena era stato pubblicato sul “fattoQuotidiano” e dove giustamente il giornalista esprime le proprie idee in merito.

    Ora , respirando a pieni polmoni, ti affido e affido tutti un link dove troverete degli articoli pubblicati su LIFEGATE (la conoscete?) ecco, a chi non la conosce vorrei dire che non è l’ultima arrivata in fatto di salvaguardia dell’ambiente, supportata da molti specialisti del settore.
    Io ascolto tutti i giorni anche su Radio Lifegate notizie dal mondo ambientalista…

    comunuqe ecco qui:

    10 miti da sfatare:
    http://www.lifegate.it/it/eco/profit/lifegate_energy/eolica/energia_dal_vento_dieci_miti_da_sfatare.html

    il bello del vento:
    http://www.lifegate.it/it/eco/profit/lifegate_energy/eolica/eolica_il_bello_del_vento.html

    e spero di riuscire presto ad avere il tempo per terminare la traduzione di una interessante relazione sanitaria riguardo gli effetti dell’eolico che potrebbero tranquillizare il Sig Maffei al riguardo.
    buona serata a tutti
    vilma

  13. 19 alessandro ottobre 4, 2012 alle 8:00 pm

    mi chiamo Alessandro Bettinelli ed ho da circa 10 anni la mia seconda casa a Patigno in località Praschione e senza raggiungere i vertici “lirici” della dichiarazione d’amore di Ivano per Zeri, più prosaicamente direi che Zeri ed il suo ambiente, non solo paesaggistico ma anche umano mi piace, con alti e bassi.

    Sono venuto apposta da Milano per assistere al dibattito riguardante l’impianto eolico e vi dirò che non mi è piaciuto, perchè , onestà intellettuale vorrebbe che ad un incontro si invitassero tutte le parti interessate e con eguale dignità, mentre i due ingegneri della ditta Fera si trovavano tra il pubblico in qualità di accusati e non al tavolo degli oratori.

    Vedendo poi lo svolgimento della serata mi sono reso conto che non si era lì per capire se l’eolico fosse una fonte energetica vantaggiosa oppure no ma per protestare sull’impianto del monte Colombo quindi nsenza nessun interesse di ascoltare la controparte.

    Dai vari interventi che leggo sul blog il dibattito ha asssunto una connotazione ideologica: “I buoni sono quelli che non vogliono l’impianto perchè hanno a cuore la natura e la salute delle persone ed i cattivi sono
    gli altri”.

    Radicalizzare il dibattito in questo modo non porta da nessuna parte, perchè non permette di valutare il problema in modo più obbiettivo.

    Alcune considerazioni.

    Si dice che i pascoli del monte Colombo sono di origine antropica e vanno salvaguardati, altrimenti il bosco se li riprende. Vero! Verissimo!! Ma questa è la natura che fa il suo corso, oppure gli abitanti del villaggio Aracci andranno a sfalciarli e diventeranno pastori, perchè è questo che hanno fatto gli abitanti di Zeri fino a qualche decennio fa , ma ora non più.

    Infatti non ci sono più giovani che praticano la pastorizia e questo perchè?
    Perchè è una vita grama faticosa e non pagata a sufficienza per la fatica che ci si mette. Quindi fatemi una cortesia smettetela con questa visione romantica della vita agricola.

    Se l’abbandono della campagna ed in particolar modo quello della montagna è un fenomeno di massa, a livello mondiale, e, secondo me inarrestabile , ci sarà un motivo.

    Per inciso da qualche anno le persone che abitano nelle città hanno superato quelle della campagna ed il trend è in continua crescita.

    Zeri ha una popolazione di vecchi, mi sembra, ma non vorrei dire una sciocchezza, che sia il secondo paese d’Italia con la popolazione più anziana; anche se così non fosse la realtà è sotto gli occhi di tutti.

    Quindi affermare che: ” i soldi facili non li vogliamo”; nella migliore delle ipotesi è superficiale se non arrogante e vi dico secondo me perchè.

    Leggevo tempo fa che ci sono dei paesi , uno era in Emilia Romagna, che hanno accettato di avere nel loro comune gli impianti di compostaggio che nessuno voleva. Non hanno gridato al lupo al lupo, hanno ragionato , hanno fatto due conti ed hanno accettato, vigilando non ad occhi chiusi come dei beoti.

    Ora i cittadini di quei paesi hanno molti servizi gratuiti, perchè i comuni con le royalties hanno i soldi per non far pagare ai cittadini molte cose.

    Quello che voglio dire è:

    Fiatiamo sul collo alla ditta Fera , chiediamo tutte le garanzie del caso ed anche di più, sia dal punto di vista ambientale che economico

    Si diceva, all’assemblea , che i soldi offerti erano pochi; io non so che margini di manovra abbia il sindaco e la sua giunta, ma che tratti sul prezzo, ne chieda di più tiri il collo a quelli della Fera, ma porti a casa dei soldi e potrà mettere in piedi dei servizi per la popolazione anziana, questo potrà creare posti di lavoro anche per i giovani.

    Questi soldi potranno anche servire per recuperare la Formentara e l’ambiente di Zeri, manutenere le strade, creare percorsi naturalistici, creare magari cooperative di giovani che lavorino nel e sul territorio, perchè se non ci saranno i servizi il turista non viene, e verranno anche persone che vorranno vedere le pale eoliche , anche se avoi non sembra vero; io le trovo esteticamente belle.

    L’argomento è ancora llungo, disponibile e sperando un un incontro, non scontro, faccia a faccia per poterci parlare vi saluto.

    Alessandro Bettinelli

    • 20 Ivano Raffeca ottobre 4, 2012 alle 10:55 pm

      Rispondo a Alessandro.

      1) l’assemblea è stata indetta dal Comitato di Salvaguardia per Zeri (e non come è stato riportato da qualcuno che diceva che era “il comune di Zeri”). Quindi sfatiamo questa idea che è stato Pedrini a volerlo.

      2) il Comitato di Salvaguardia per Zeri è nato da cittadini di Zeri e non; è nato per il problema dell’eolico industriale e continuerà a informare i cittadini come meglio e opportunamente crederà di fare.

      3) sul manifesto era scritto:

      IL COM.SAL. ZERI – COMITATO SALVAGUARDIA ZERI ORGANIZZA UN
      Incontro cittadino
      Sabato 15 settembre 2012 ore 20.30
      in Sala Consigliare a Patigno
      sul tema
      Impianto eolico “Vento di Zeri” ed eolico in Italia

      Così era scritto e così si è dibattuto, poi se tu sei a favore dell’eolico e non ti è stato bene quello che si è detto, spiacente per la tua delusione.

      4) la Fera non è MAI stata invitata in quanto nessuno di noi ha mai conosciuto nessuno di loro, si sono autoinvitati all’assemblea, ma siccome siamo in libera democrazia Grazie a Dio!, nessuno di noi ha mai contestato il fatto che potessero esprimere la loro opinione e anzi siamo stati contenti che ci sia stato un vero dibattito e noi abbiamo potuto fargli domande a cui hanno risposto “in qualche modo”.
      Magari, se credi, mi puoi spiegare perchè erano al vostro tavolo a cena al Forever…

      5) questo blog è libero, questi sono commenti che servono per ampliare la propria conoscenza e la dialettica serve per dimostrare le proprie tesi, se devi ridurre al buono e al cattivo, allora io mi schiero dalla parte dei buoni e ti lascio li dove sei.

      6) il fenomeno di massa dell’abbandono delle campagne e delle montagne che tu dici inarrestabile, è dovuto al semplice fatto che persone come te credono che la città sia l’ultimo luogo in cui stare e morire, pensano di poter stare meglio in città, ma è una chimera, è una stupidaggine, e credo che anche tu te ne renderai conto prima o poi.
      Il resto d’Italia oltre le città quindi è niente, non consideriamola affatto, non adoperiamoci per invertire il TREND di abbandoni. Soprattutto non fare niente, stai fermo!
      Più abbandoni in campagna e in montagna, più gente in città, più gente in città più cattiveria.
      Più gente in città più crinali devastati, più natura violentata, più industriali che si fanno soldi sulla tua pelle che hai scelto la città.

      In ogni caso volevo farti i complimenti per la scelta che hai fatto della casa a Zeri mentre al contempo pensi che Zeri è un luogo di fatto e per soli vecchi.
      Complimenti…. davvero! ma cosa vieni qui a fare se consideri Zeri solo abitata da vecchi, forse quando vieni qui non vuoi vedere altro, mi viene da pensare….che forse non è luogo di cui vai fiero. Certo, pensala come vuoi. Ci mancherebbe.

      7) I giovani non lavorano più con gli animali da pastorizia? ripeto quando vieni a Zeri hai gli occhi riempiti di SMOG di Milano. Puliscili per favore. grazie. Chiedi in giro chi è la Valentina Merletti, la Barbara (non ricordo il cognome), Fabio figlio della Silvana della macelleria di Patigno? Questi non sono mica anziani!!!
      Sono solo i primi tre che mi sono venuti in mente, ma chiedo a chi legge per favore di indicarmene altri.

      8) soldi, soldi e soldi, non fai che parlare di soldi, ma la bellezza si può comprare? se a Milano forse allora…..
      Io dico non a Zeri. ma se le pale ti piacciono così tanto al Praschione tre o quattro ci starebbero bene… o hai il NIMBY anche tu?

      Per ultimo, dico e ridico che la politica a Zeri, Filippelli per ultimo ma prima di lui altri amministratori:
      […] hanno scelto la strada più facile e certamente la meno impegnativa sia a livello personale che sul fronte politico, e quando non si ha il coraggio di rompere gli schemi e non si possiede soprattutto la volontà di “vedere lontano”, di immaginare un futuro possibile e diverso, nel pieno rispetto per il territorio natio e nel pieno rispetto umano di chi li ha preceduti, hanno deciso per tutti gli facendo la scelta sbagliata.

      grazie a chi ha letto fino a qui.
      ciao

  14. 21 Alex ottobre 6, 2012 alle 5:38 pm

    Anche a me non è sempre piaciuto l’incontro. I toni aggressivi e accusatori mi lasciano un po’ perplesso e deluso. Non credo sia la via migliore per diffondere un messaggio, per quanto giusto possa essere.

    L’incontro era organizzato per spiegare i perché il Comitato si opponeva all’impianto. Ero lì per protestare contro l’impianto al M. Colombo ma non è vero che non ero interessato ad ascoltare la controparte, anzi al contrario. Ero molto interessato alla controparte. La protesta è uno strumento indispensabile per la vita pubblica e politica, che forse non ce ne rendiamo conto ma lo usiamo quotidianamente. Protestare non significa non ascoltare, e quel “quindi” è usato davvero male.

    Quando il giorno prima ho incontrato Fera e gli altri tecnici della FERA al bar a Patigno e ci siamo conosciuti, mi hanno detto che sarebbero venuti e avrebbero portato del materiale. Sono stato contento della cosa, ingiustamente mi son anche sentito un po’ a disagio per non averli invitati, non l’avevamo mica pensato di invitare la FERA, tantomeno Cesare Fera in persona. Ripeto che il nostro scopo era spiegare i “perché no” al progetto “Vento di Zeri”. E così, comunque, ha naturalmente assunto più la connotazione di dibattito, che comunque già aveva: Silvano Borrini era persona assolutamente imparziale, anzi vorrebbe l’impianto a patto che vi siano le sicurezze del funzionamento e il guadagno, e s’è chiaramente capito durante il suo intervento. Che poi non abbia detto una parola non so.

    Sono venuti, hanno detto quello che avevano da dire, Pennisi è venuto a parlare al tavolo, non mi sembra di essere stato scortese e accusatorio con loro, anzi; in generale il clima nei loro confronti era un po’ teso, così come era un po’ teso tra qualcuno del pubblico e un oratore…

    Anche l’uomo che alleva delle vacche e le porta al pascolo sul M. Colombo è il “corso della natura”.
    Dire che l’abbandono della campagna è un fenomeno mondiale e che ci sarà un motivo significa che c’è un motivo, anzi ce n’è ben più d’uno. Ma lo dici come se il fatto in sé che ci sia un motivo sia sufficiente per “approvare” il motivo. Io comprendo i motivi, li accetto per quel che sono, del resto mi ci hanno buttato qui, e provo a rimediare a quei motivi perché penso che la campagna, e la montagna, possano offrire un ottimo “livello di vita”, certamente migliore, anche solo per la salute, rispetto alla città. Migliore non significa con tutte le comodità a portata di mano, ma con un ritmo più naturale. Il ché prevede che ci siano necessariamente delle difficoltà maggiori rispetto alla città, ma che tutte avranno un fine ben preciso e pratico e direttamente apprezzabile. E sono proprio queste piccole difficoltà che danno più senso alla quotidianità, che ridimensionano il tuo ruolo. Non condivido l’idea della campagna come “vita grama faticosa e non pagata a sufficienza per la fatica che ci si mette”, è un retaggio del passato, incentivato dal mito della città, era vero fino a non molto tempo fa, ma oggi credo che si possa stare molto bene (economicamente) anche in campagna. In realtà ci sono parecchi giovani con allevamenti o che coltivano, e sono spesso entusiasti. Sono pochi, ma dimostrano che si può fare la vita di campagna senza patire le sofferenze di una volta. E anche se non guadagnano 2000euro al mese, guadagnano molto di più in tutto il resto, che in una città invece si perde.
    Non stiamo parlando di centinaia di migliaia di euro!con quei soldi ci facciamo i servizi agli anziani, rimettiamo a posto la formentara, percorsi naturalistici, cooperative!!eheh magari! Sono pochi i soldi che entrano con la presente convenzione, troppo pochi per il danno che si creerà. Ma anche mi offrissero un milione di euro, non sarebbe sufficiente. Il punto non dev’essere solo prendere soldi. Ci son beni che non puoi vendere.
    Non capisco comunque bene la tua posizione. Ossia prima elogi la città perché la vita in campagna è grama, poi però speri che si possa recuperare la formentara, i sentieri, cooperative etc.. per fare queste ultime cose è però necessario che la gente ci sia, che qualcuno si metta ad allevare bestiame, coltivare, raccogliere e così via, che quindi qualcuno faccia questa ipotetica vita grama. No? Ci credi che si possa ripopolare una valle recuperando le tradizioni e mantenendo un livello di benessere elevato oppure credi proprio di no, che come dici questo trend è irreversibile e giusto perché c’è un “motivo”, e che quindi si vada tutti a vivere in città?
    Non ho mai avuto un commento sull’impatto ambientale, cosa ne pensate? Qualche commento diretto non sull’impatto ambientale in genere, ma su quello di questo impianto.

    Ciao

    • 22 Alex ottobre 9, 2012 alle 9:46 am

      Già Alberto, quei luoghi andrebbero recuperati in primis per la pastorizia e poi per musei. L’intenzione è quella di recuperarli, ma devono arrivare dei fondi da qualche parte. All’incontro le premesse erano buone, vedremo ora se l’Amministrazione comunale e la Regione passeranno dalle parole ai fatti.
      Credo si parli se non di più di un milione di euro almeno di centinaia di magliaia di euro per recuperare anche solo la Formentara o parte di essa.

      Chiedo a qualcuno di farsi vivo, in particolare ad Alessandro e Vilma, di tentare di rispondere alle domande e ragionamenti posti sopra.

      Ieri correva la data d’inizio dei lavori.

      Sapete cosa mi mette della rabbia? che costruiamo su un crinale appenninico devastando prati rari e praticando un notevole impatto ambientale relativamente all’idrogeologia, agli uccelli e pipistrelli, all’integrità di un luogo naturale dove si viveva in equilibrio, in un’area che se si fosse stati previdenti sarebbe ora Parco Naturale Nazionale, e tutto questo per capricci nostri. Perchè tutto questo bisogno di energia nasce dai nostri sprechi, e soprattutto dai nostri surplus. Potremmo fare tranquillamente a meno della mole di energia che impieghiamo per i nostri divertimenti o passatempo. Ho vergogna di questo. E dovreste aver vergogna tutti. Ho vergogna che dobbiamo sempre, in qualunque modo, avere ragione sull’ambiente altro, che ci circonda e ci permette di andare avanti. Perchè se non ve ne siete accorti respirate perche le piante producono ossigeno, le piante producono ossigeno perchè c’è una stella che emana energia. Mangiate carne e verdura perchè carne e verdura sono gli animali e le piante che vivono nell’ambiente. Perchè si è strettamente dipendenti dall’ambiente circostante, che lo si voglia credere o no. L’uomo che ha dominato la natura sono cazzate. Non puoi dominare granchè, e meno male!, e tutto lo fa comprendere. E sono veramente stufo di vedere il poco verde intorno a noi che se ne và inesorabilmente a favore di noi stessi e basta. Ma possibile che non vediamo anche il resto? Possibile che non riusciamo a uscire da questo tunnel di antropocentrismo estremo?
      Voi che siete più vecchi ve le ricordate le coste italiane una volta? L’ambiente litorale cos’era? Era qualcosa che oggi non esiste praticamente più. Abbiamo devastato le coste, costruendo a sfare a due metri dal mare, creando spiagge finte ad hoc senza un filo di vegetazione. perchè i bagnanti sono delicatini, tutto perfetto e pulito. E poi c’è un mare di mozziconi di sigarette e altra rumenta. E poi costruiamo le piscine negli stabilimenti perchè nuotare in mare spesso non conviene da quanto è sporco per i nostri scarichi. Ho veramente lo schifo in gola.
      Tutto per i nostri raccapriccianti vizi. C’è chi mi ha detto “ma se poi non riesco più ad accendere la lampadina di casa ti vengo a cercare” cioè rasentiamo l’ignoranza o la demagogia a questo punto. Siamo veramente alla frutta.

      Alessandro stai tanto bene in una città, e lo comprendo sia chiaro, sono nato e cresciuto a Genova e conosco le comodità e vantaggi propri, ma allora perchè vuoi che costruiscano un industria su un crinale appenninico. Perchè non mettiamo le industrie nell’ambiente nostro, che è molto più adatto ad ospitarle, e che a quanto pare (trend) ci è elettivo? se mi proponessero un industria eolica funzionante sul molo di Genova, mi verrebbe male al pensiero, ma scenderei subito ad un compromesso e l’accetterei. Ma non sulle montagne, non in siti che costituiscono i polmoni verdi locali, che conservano elementi naturali importantissimi. Non lì. Non lì dove esiste qualcosa di diverso dalla città asfaltata; dove il tempo ci è più consono, e anche se più poveri si è più ricchi spiritualmente.
      Spesso mi fermo a parlare con gli anziani, ovunque, a Zeri, in Val Trebbia, in Val d’Aveto, in Val di Vara, sulle Alpi, e tutti non se ne andrebbero mai dalla campagna o montagna, anche se poi sono i primi a denigrarla. Chi ci ha provato è scappato il prima possibile per tornare alla ruralità. Non c’è scampo dalla immensa cultura pratica che hanno gli abitanti delle valli, che solo lì puoi esplorare. I cittadini sono insufficienti, per un minimo problema si chiama il tecnico specifico. In valle di solito si sà fare tutto da soli. Ed è necessario praticare queste conoscenze per loro, è la loro vita. Una vita di essersi dati da fare. Per questo scappano dalla città, perchè non hai niente da fare di pratico in città. Le verdure le vai a comprare al supermercato non nell’orto, hai il gas non c’è bisogno di andare a fare la legna, la carne la trovi dal macellaio non devi fare il fieno, pascolare e macellare te le tue bestie. In città quel che viene meglio è perdere tempo. Come ogni affermazione generalizzata è affetta da errore, ma voglio dire che questo è quello che avviene ai più, alla stragrande maggioranza della popolazione urbana. Dite di no?

      Purtroppo ho portato il discorso sulla città opposta alla campagna, che non centra granchè, ma quello che volevo esprimere è che siamo antropocentrici, viziati e spreconi. e basterebbe abbandonare questi pensieri dominanti per vivere meglio. tutti.

      Le energie rinnovabili nascono per abbattere l’inquinamento prodotto dalle fonti tradizionali. Ma quando montiamo un impianto eolico o fotovoltaico pensate che dall’altra parte chiudano uno stabilimento che brucia carbone o petrolio? No. E invece dovrebbe essere esattamente così. No? Invece addirittura i consumi aumentano, quindi produciamo più energia ma continuiamo ad inquinare lo stesso di prima.

      Scusate questo piccolo sfogo, non è di certo il luogo giusto, ma non risponde più nessuno belin!

  15. 23 Elena ottobre 9, 2012 alle 6:17 pm

    LINK PER VEDERE IL VIDEO COMPLETO DELL’INCONTRO CITTADINO DEL 15 SETTEMBRE SUL PROGETTO: Il “vento di Zeri”

    Incontro cittadino presso la sala consiliare del Comune di Zeri

    Con questa mail sentiamo la necessità di informavi, e di non lasciarvi indifferenti, pertanto se credete nelle energie rinnovabili davvero pulite potete diffondere il contenuto di questa mail.

    Il crinale del Monte Colombo è stato scelto da FERAsrl: azienda industriale che lavora nelle energie rinnovabili. FERA costruirà 7 torri eoliche per la produzione di energia elettrica. Il crinale verrà deturpato e modificato su una lunghezza di 1800m per sostenere queste immense costruzioni, verranno distrutti prati meravigliosi che conservano interessanti specie vegetali e che fungono da secoli al pascolo di mucche e pecore zerasche. Gli allevatori subiranno danni non potendo più portarvi le greggi così come l’intero territorio perderà quel manto di naturalità che tanto lo caratterizza.

    Il 15 settembre il Comitato per la Salvaguardia del territorio di Zeri ha proposto un’incontro per informare i cittadini riguardo il progetto “Vento di Zeri”.

    L’incontro è stato documentato ed è possibile visionarlo su youtube per rendersi conto di quanto sia interessante il problema, che riguarda il caso particolare di Zeri, ma potrebbe essere così per tanti altri angoli preziosi della nostra terra.

    Nell’incontro quindi si discute se l’energia eolica sia davvero un’energia pulita. E si riflette sul significato dell’impatto sull’ambiente e sul territorio, sulla speculazione edilizia, sulla veridicità delle ricerche e dei rilevamenti condotti dalla ditta. Si sostengono le energie pulite e si discute la sostenibilità di un industria eolica in territori rari, preziosi, fragili.

    Ad oggi si attende l’esito finale del ricorso fatto al Tar. Quindi per ora i lavori sono sospesi perché il ricorso ha bloccato i finanziamenti.

    DETTAGLI DELL’INCONTRO:

    15 Settembre 2012
    Incontro cittadino presso la sala consiliare del Comune di Zeri
    Si discute il progetto per la costruzione dell’impianto eolico
    “Vento di Zeri”

    Intervengono:
    Silvano Borrini: Tecnico in impianti termoelettrici
    Nello Bertoncini: Esponente di Italia Nostra
    Ivano Vignali: Rappresentante dell’associazione Cisatel
    Giuseppe Miserotti: Medico chirurgo di Piacenza
    Cesare Fera: Ingegnere e fondatore della ditta F.E.R.A. srl (Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative)
    Luigi Pennisi: Ingegnere F.E.R.A e progettista dell’impiano “Vento di Zeri”

    Presentazione e interventi di Alex Borrini e Ivano Raffeca, membri del Comitato per la Salvaguardia del territorio di Zeri (Com. Sal. zeri)

    Interventi dal pubblico

    VIDEO 1: Presentazione del progetto
    VIDEO 2: intervento del Dott. Giuseppe Misarotti
    VIDEO 3: Dibattito con il pubblico

    TROVATE IL VIDEO SU:

    Incontro cittadino presso la sala consiliare del Comune di Zeri

  16. 24 Elena ottobre 9, 2012 alle 6:18 pm

    Gianfranco,

    ho visto ad Albany in Australia tre grandi torri eoliche sopra la città, esse riforniscono questa remota città nel sud western australia di gran parte dell’energia necessaria. Intorno natura. Si tratta di piloni di qualche metro di diamentro. Non c’è detrupazione.
    Ho visto piloni eolici in Germania del nord, andando verso l’Olanda, ci si abitua al loro impatto, il loro ruotare dà il segno dei tempi e di energia ovviamente pulita. Non mi urtano per niente e il mondo attorno era verdissimo e pieno di pascoli e boschi.
    Secondo me l’eolico è una questione di abitudine, e le torri mi paiono persino belle. Mi rassicura la loro silenziosità, il loro incedere mi dice che altre forme di energia più invasiva per ora sono evitate. Ho visto anc he molte contestatissime pale eoliche anche nel sud Italia e ho avuto la medesima (rassicurante) impressione.

  17. 25 Elena ottobre 9, 2012 alle 6:19 pm

    Alex

    La natura non si manifesta da tutte le parti in egual misura. In
    Zone dell’Olanda stanno smantellando impianti dopo che è stato visto che
    uccidono centinaia di uccelli. Dipende dove si mettono.
    E Gianfranco ha ragione, sicuramente in molti luoghi la loro
    costruzione non influenza di molto l’ambiente naturale. è sempre da
    vedere il caso specifico.
    Che poi un pilone eolico possa piacere alla vista e introdursi in un
    contesto naturale, credo sia possibilissimo anche quello. Dipende sempre
    dove. Ma è una questione assolutamente soggettiva e rispetto ad altri
    motivi superficiale.

    Tu che ne pensi?

  18. 26 Elena ottobre 9, 2012 alle 6:57 pm

    Le pale eoliche mi piacciono. Le ho viste in molti luoghi nel mondo viaggiando e appaiono come visionari fiori metallici bianchi che girano al vento e ruotano come girasoli. Sculture aliene della natura.

    Al di là dell’immaginaria fantasia, solo mia, riguardo all’estetica è necessario prendere in analisi ben altre questioni che mi interessano molto di più. Ci sono luoghi e habitat paesaggistici che per la conformazione naturale POSSONO SOSTENERE tali strutture. Altri no.

    Con Alex stiamo cercando di diffondere per riflettere con un pò meno superficialità.

    Vi chiedo: ma vi siete informati?
    Quanto tempo avete dedicato per informarvi ? Ma Vi siete informati prima di esprimere la vostra opinione o no?
    Ma certo, voi non ne avete bisogno. Sapete già tutto. Che domanda!

    Ho visto pareri gettati senza un briciolo di intelligenza. Li avete visti gettare pareri anche voi o li ho visti solo io?

    C’è chi prende una rigida posizione sulla propria ragione, senza conoscere con profondità l’argomento. Troppo rigidi anche con voi stessi. Penso che sia il male del mondo e il male di Zeri quello di gettare opinioni ignoranti nel vento. E’ come mescolarsi in un calderone di opinioni personali superficiali e prepotenti che non portano da nessuna parte. Portano al peggio. MA NON LO VEDETE ?

    Lascio a voi un analisi di coscienza

  19. 27 Elena ottobre 9, 2012 alle 7:00 pm

    Ema

    Ciao Ele,
    spero di cuore che alla gita abbiano preso parte numerose persone interessate a sondare l’energia e la dimensione naturale nella quale verranno impiantate le pale, che pur producendo energia cosiddetta pulita, in parte sono causa d’inquinamento del terreno e fonte di rumore, certo, rumore percettibile solamente in vicinanza del campo eolico, ma pur sempre Inutile rumore se comparato alla magia di suoni che uno spazio naturale offre.
    Come hai ben potuto vedere nel luogo nel quale sto vivendo pale ce ne sono e in sovrabbondanza, ma è un luogo nel quale il vento soffia costantememnte in tutte le stagioni dell’anno, tanto da costringere chi gestisce i campi a BLOCCARE gli impianti per non superare i limiti di produzione consentita.

    Mi sento di scrivere per appoggiare la vostra iniziativa, Andalusia è piena di pale, invasa dalle pale, ci sono campi eolici ovunque nei terreni pubblici e in quelli privati, pale che spuntano come funghi in ogni dove, in ogni campo, pascolo, vallata, a Tarifa c’è uno dei campi eolici più grandi d’Europa, ma il vento che soffia da quelle parti è costante e potentissimo, a volte raggiunge picchi di 100 Km/h , una bora quasi permanente, se la cima della collina di Zeri non è una cima molto ventosa, se quello spazio si può proteggere dall’intervento dell’uomo cercate di proteggerlo, se è vero come si dice, che una rondine non fa primavera, mi sento di ipotizzare e affermare che 7 pale eoliche non fanno E L E T T R I C I T A’.
    L’energia elettrica in Spagna ha costi piuttosto ridotti, ridurrebbero le spese quasi al punto di eliminarle rendendo Zeri indipendente/autosufficiente queste pale?
    Attenzione: parlano mai di modalità di intervento, manutenzione, cura, e per ultima cosa SMALTIMENTO, si immagina la gente un campo dismesso e abbandonato al suo destino, enormi pale immobili conficcate nel terreno a marcire dimenticate………La collina non tornerrebbe più ad essere la stessa.
    Anche se, chi costruisce gestisce e promuove la costruzione di campi eolici afferma il contrario le pale costituiscono un problema per gli uccelli, in Andalusia sono numerose le cicogne e gli avvoltoi che muoiono a causa di questi giganti, pare che addirittura gli uccelli migratori di passaggio verso Africa abbiano modificato le rotte.

    FONTE: http://noticias.masverdedigital.com/2012/espana-6-millones-de-aves-mueren-anualmente-en-parques-eolicos/

    [Los más de 18.000 generadores que funcionan actualmente en los parques eólicos españoles causan anualmente la muerte de entre 6 y 18 millones de aves y murciélagos, según un estudio de la organización SEO/BirdLife.
    De hecho, un análisis realizado sobre 116 estudios de impacto ambiental de proyectos eólicos presentados a información pública pone de manifiesto que el 80 por ciento de ellos no habían considerado aspectos clave sobre el uso del territorio por las aves.]

    I 18.000 e più generatori che funzionano attualmente nei parchi eolici spagnoli causano annualmente la morte (fra 6 e 18 milioni) di uccelli e pipistrelli, secondo uno studio dell’organizzazione SEO/BirdLife.
    Di fatto, un’analisi realizzata su 116 studi d’impatto ambientale di progetti eolici, presentati per informazione pubblica, dimostra che l’80% di questi non avevano considerato aspetti chiave sull’uso del territorio da parte degli ucccelli.

    La porzione di documento riportato sotto non ho il tempo di tradurlo, ma è facilmente comprensibile e chiaro.

    FONTE: http://tedel.org/nuestroambiente/index.php?option=com_content&task=view&id=25&Itemid=..

    Energía eólica

    La instalación de parques eólicos para la obtención de energía eólica, produce impactos ambientales de poca importancia. El requerimiento de material y de superficie es relativamente escaso. Sin embargo, cuando se utilizan aceros y material plástico, se generan problemas ambientales durante la fabricación de estos materiales.

    No obstante, el funcionamiento de estos sistemas de generación energética produce cierta contaminación ambiental a saber:

    – Emisión de ruido

    – Degradación del aspecto paisajístico

    – Peligro de accidentes por desprendimiento de palas del rotor

    – Interferencias electromagnéticas

    – Impacto sobre cierto tipo de fauna (aves)

    La generación de ruido depende de la velocidad de las palas. Los rotores que giran a mayor velocidad producen más ruido.

    Las instalaciones más antiguas alcanzaban niveles de emisión sonora de 130 dB(A). En las instalaciones más pequeñas, el sonido del viento generalmente es más fuerte que el ruido generado por el movimiento de las palas. Mediante la optimización aerodinámica de las palas y del blindaje del motor y generador, se han podido minimizar los ruidos en las instalaciones más modernas. Estas instalaciones deben ubicarse a una distancia prudencial de zonas habitadas (unos 100 m) para proteger a los habitantes de las emisiones sonoras.

    No es posible evitar la degradación del paisaje. La magnitud de la contaminación dependerá de las condiciones naturales y de la intensidad del aprovechamiento de la fuerza eólica. Los parques eólicos afectan más el paisaje que las instalaciones aisladas.

    La influencia que estas instalaciones ejercen sobre los campos electromagnéticos se observan en primera línea con las grandes instalaciones, donde se usan rotores metálicos, y conduce, en algunos casos, a perturbaciones de la transmisión radial. En los modernos parques eólicos, donde las palas de los rotores son de fibra de vidrio, tales perturbaciones ya no existen.

    El riesgo de accidentes por desprendimiento de palas de rotores puede prevenirse mediante un adecuado y regular control y mantenimiento y guardando las distancias de seguridad cuando se construyen viviendas.

    Fuente: Estrucplan

    A estas formas de energía se las llama energías limpias debido a que no generan emisiones durante su operación, sin embargo a la hora de evaluar el impacto ambiental de todas las formas de energía se deben tener en cuenta, la fase de fabricación y desmantelamiento. Aún así los impactos ambientales de estos tipos de energía se pueden minimizar, disminuyendo sus impactos negativos de forma significativa, por lo cual constituyen, a pesar de lo antedicho, siendo una opción positiva medioambientalmente, a la hora de plantear una diversificación de fuentes de energía que reduzca el uso de los combustibles fósiles.

    A mio modesto avviso:
    se la decisione di costruire il campo verrà appoggiata dalla popolazione di Zeri, la popolazione stessa dovrebbe insistere perchè vengano forniti il maggior numero di dati ed informazioni possibili, trasparenza assoluta, chiarezza sui vantaggi e gli svantaggi, garanzie chiare e onestà d’intenti da parte dei costruttori.

    E’ meglio proteggere il proprio spazio che lasciarlo in mano solamente a chi pensa di trarne profitti, chi costruirà il campo non resterà lì a vivere……

    Se ritieni opportuno/corretto/necessario diffondere quanto scritto a tutti gli indirizzi dei quali disponete avete il mio pieno consenso.
    Ti scrivo avendo chiaro negli occhi e nelle orecchie quel che è un campo eolico.

    Un abbraccio

    Ema

  20. 28 Ugo ottobre 14, 2012 alle 5:58 pm

    Una premessa necessaria. Sono un dipendente della FERA.
    Una ulteriore precisazione anche questa necessaria. Parlo a titolo personale, e non dell’azienda dove lavoro. Che ci crediate o no, oggi è domenica e non ho la sensazione di pensare al lavoro, sto pensando a Zeri.
    Scrivo qui perché credo personalmente nell’eolico, in questo impianto, nel benessere del pianeta. E sento il bisogno di fare delle considerazioni.
    Il carbone lo continuiamo a bruciare: non è vero. La produzione di energia elettrica da fonte fossile è cominciata a diminuire proprio all’inizio dello sviluppo dell’eolico -metà anni 90-, i dati ufficiali di TERNA lo dimostrano. Le centrali cominciano a spengersi grazie alle rinnovabili, e auspico che una ulteriore mano possa darla la riduzione dei consumi. Non è un aut-aut.
    Salvo rare (e non siginificative sulla produzione) eccezioni il vento sta sui crinali. Dobbiamo immaginare l’appennino come un regolatore di pressione tra adriatico e tirreno. Due ambienti diversi (temperatura, pressione, perturbazioni, insomma il clima) con un rubinetto in mezzo (la montagna) che regola queste differenze. Queste differenze di clima fanno il vento.
    Questo per dire che non si può pensare all’eolico altrove. Eolico dove c’è vento.
    La bellezza e l’eolico. Non mi dilungo, ho la stessa opinione di Elena al riguardo e ci passo parecchio tempo sotto. Rassicuranti è la mia stessa idea, foriere di un mondo nuovo, di una nuova concezione di campagna, di città, di habitat. Trovo carichi di significato i visionari disegni dei bambini in merito.
    Parlando poi del parco eolico di Zeri
    Dico una cosa sola: per oltre quattro anni si è discusso del progetto con specialisti che oltre a questo ne hanno visti molti altri, e li hanno bocciati. La procedura ha chiesto il parere di oltre dieci enti, e chiunque altro poteva partecipare alla discussione, è un procedimento pubblico e pubblicizzato. In questi anni si sono approfonditi aspetti di natura paesaggistica, vegetazionale, archelogica, acustica; si è affrontato il problema energetico (il vento), sono stati fatti approfondimenti sull’avifauna e ulteriori ne sono richiesti durante l’esercizio. E’ stato redatto un progetto di dismissione, garantito da una fideiussione in favore del comune. Gli enti hanno lavorato con trasparenza e con professionalità. E hanno deciso che deve essere realizzato.
    Ho assistito a tutto questo.
    Secondo me c’è da fidarsi.

  21. 29 Elena ottobre 15, 2012 alle 2:04 pm

    Ciao, un piacere sentirti.
    Credi in qualcosa che non sono disposta a fare mio. Apprezzo la tua fiducia nelle sempre nuove tecnologie. Ma c’è un aspetto in tutto questo che crea un cortocircuito e mi fa del male. L’uomo ha sempre più bisogno di energia. Sempre di più fino all’esasperazione dell’uso e del consumo. E’ per questo che abbiamo bisogno di energia? Per comprare l’ I.phone che costa mille euro e ti fa cose che in pratica servono a un Manager? Un oggetto che devi mettere in carica tutte le sere (perchè è questa la durata della sua batteria?). Quanto consumo? Cosa consumo? Perchè consumo? Chi sono?

    Ci vuole tanta energia, tanta elettricità per dare vita a prodotti industriali perchè dobbiamo mangiare tanta carne in scatola, tanti polli nella plastica, tante verdure finte, bibite finte, pacchettini liofilizzati… Ci circondiamo di una valanga di oggetti inutili e li crediamo belli e importanti per noi. Ne abbiamo bisogno per “Essere”, fondamentalmente. Eppure non sono altro che il prodotto finale di una catena di rifiuti che inizia da un industria che produce energia per ottenerli.

    Mi chiedo cosa potrebbe succedere se iniziassimo a farci un’analisi di coscienza e con un sincero gesto di umanità potessimo tutti quanti rivalutare le nostre abitudini, considerando gli sprechi, riconsiderando il risparmio, tornando all’uomo e quindi alla natura stessa.

    • 30 vilmavla5555 ottobre 16, 2012 alle 5:44 pm

      Cara Elena
      Ho letto le tue risposte a Ugo, ho letto col nome “Elena” altre risposte che credo siano solo girate al blog e postate da te ma ricevute da altri mittenti, veramente mi sfugge un po’ l’ordine degli scritti.

      Scrivo per l’ultima volta perché
      1) ci sono sempre due punti di vista per ogni cosa, ma credo non vada mai persa la visione che un dibattito debba essere costruttivo e non animato da personalismi;
      2) il dibattito, a mio parere, si sta facendo lungo e confuso
      3) perché reputo che la comunicazione scritta , a differenza di quella verbale, abbia comunque molti limiti, soprattutto perché non vi è la conoscenza delle persone che si hanno di fronte e si è quindi pronti a mettere tutti in un sacco scrivendoci sopra solo BUONI e CATTIVI (categorizzazioni che non mi appartengono) senza veramente conoscere chi si è e che cosa facciamo l’un l’altro nella vita, quali siano i pensieri che conducono la nostra vita stessa.

      Detto ciò, anche se può sembrare fuori tema, vorrei lasciare detto questa ultima annotazione, io che vivo a Milano con Alessandro in questa città piena di smog…che non ci ha mai appannato gli occhi, bensì’ ci ha aiutato ad essere critici.
      Abbiamo un pensiero ecologico che ci accompagna da tempi non sospetti (io e Alessandro abbiamo 57 e 58 anni…), siamo vegetariani convinti per scelta ecologica ; sappiamo coltivare l’orto con metodi biologici e a Zeri pratichiamo l’orto sinergico (conoscete i principi di Fukuoka?) e non ingeriamo quel che ci capita; viaggio sempre (da anni!!) con le mie borse di tela per la spesa e rifiuto la plastica il più possibile, quando andiamo per boschi a Zeri torniamo a casa con le tasche piene di oggetti di plastica da buttare; siamo dei sostenitori del risparmio d’acqua (docce e lavaggi vari fatte ponendo attenzione al NON spreco) e a Zeri abbiamo bidoni per il recupero dalle falde del tetto senza incidere, con le nostre sporadiche annaffiature, con il consumo d’acqua potabile dall’acquedotto comunale (a cui nonostante ciò paghiamo fior di quattrini come non residenti e senza fiatare); siamo iscritti dal 1974 alla LIPU con la tessera 785 (una delle prime!!!) e siamo dei birdwatchers; ci occupiamo di essere attivi a Zeri con chi ci chiede aiuto; Siamo fautori del riuso-riciclo; non abbiamo smartphone o pc portatili, ma siamo convinti che le nuove tecnologie siano un grande mezzo a nostra disposizione; viaggiamo con una macchina a metano ma anche in bicicletta e con i mezzi pubblici; siamo dei pellegrini camminatori con molti Km nei piedi (via Francigena, Via Romea , via degli Abati etc…), partecipiamo a tavole rotonde sulla sostenibilità alimentare (una delle ultime a Milano questa domenica scorsa durante Kuminda, penso che la conosciate, o no?), abbiamo recentemente firmato l’appello “occupiamo i semi” di Vandana Shiva per la conservazione della biodiversità a cui teniamo molto; mi occupo di diffondere nelle scuole il pensiero equo-solidale ……devo continuare?

      Con ciò siamo favorevoli alle energie rinnovabili che siano pure pale eoliche anche se questo può sembrarvi una contraddizione (a proposito non mi farebbe proprio nulla se fossero nelle vicinanze di casa nostra…), perché siamo ecologisti per convinzione e non per pura ideologia, siamo vegetariani senza essere animalisti per forza, perché è anche senza consumo di carne che aiutiamo il pianeta…..insomma vorrei dire: io e Alessandro cerchiamo (sperando di riuscirci) di pensare con la nostra testa, informandoci e studiando senza sosta prima di aprire bocca, da sempre.

      Elena e Alex non mi spiacerebbe poter incontrarvi anche di persona
      Grazie e buona continuazione a tutti
      Vilma

  22. 31 Anonimo novembre 12, 2012 alle 8:10 pm

    Fermiamoli!! Rischiamo di vedere sparire la nostra bella Formentara per sempre e sopratutto per niente. Da come vanno le cose a Zeri, e non solo, tra 5 anni, oltre che avere rovinato irreversibilmente il monte Colombo, il progetto sarà magari naufragato e potremmo ritrovarci con un ammasso di ferraglia, magari anche non funzionante. perchè di difficile manutenzione. Per gli increduli sul valore aggiunto per il territorio, consiglio un giro ad Arzelato in uno dei tratti più belli della Lunigiana, come descritto da Paolo Rumiz nel volume “La leggenda dei Monti Naviganti” pag. 240, edizioni Feltrinelli, per vedere la modernità dei pannelli solari. Manteniamo quello che abbiamo, non e’ poco. Non vendiamo per “quattro soldi” il nostro territorio a “progetti mercenari”.
    Paolo

  23. 32 Sabrina&Achille gennaio 1, 2013 alle 4:09 pm

    31 Dicembre 2012: ultima gita al monte Colombo.
    Ci sentiamo in dovere di esprimerci in questo blog, per onestà e per amore verso la Valle di Zeri.
    Ieri abbiamo fatto una passeggiata, l’ultima del 2012, al monte Colombo, per noi il monte della Formentara. La giornata era magnifica e incredibilmente calda. Il sole splendeva, gli uccellini cantavano come fosse primavera, e in lontananza si sentiva un cinghiale, forse scampato alla caccia, da poco conclusa,…e come capita spesso, nemmeno un refolo di vento. Perché così è sul monte Colombo, ogni volta che ci veniamo, in ogni stagione.
    Frequentiamo da molti anni tutta la valle di Zeri. Pensiamo di conoscere ogni angolo del suo prezioso e “selvaggio” territorio, eppure ci meravigliamo ogni volta di scoprirne di nuovi. Qui affondano le radici della nostra famiglia, ma tutti sanno che è per scelta che noi passiamo qui parte del nostro tempo, girovagando e perdendoci nella bellezza di questa valle.
    Ieri, purtroppo, davanti ai nostri occhi lo scempio che è stato fatto del nostro caro monte, come una ferita profonda e irrimediabile. Abbiamo fatto molte fotografie che testimoniano quello che tutti sanno essere avvenuto in questo luogo. Per descrivere quello che abbiamo trovato, a malincuore, servirebbero molte parole, perché molte cose sono già state fatte sul monte, ma quello che più ci ha colpito sono stati gli scavi profondi e la costruzione di una vera e propria autostrada che hanno cancellato completamente e per sempre un luogo magnifico e unico, dove ci si poteva abbandonare e cullarsi piacevolmente della pace e del silenzio della natura. Di fatto, diciamocelo chiaramente: il monte Colombo, con i sui prati e dolci pascoli, la sua estesa visuale su tutta la Lunigiana e il mare, non esiste più e rimarrà solo nei nostri ricordi e immortalato nelle fotografie che mai avremmo pensato si sarebbero trasformate in testimonianze di un luogo che non c’è più.
    Mentre camminavamo sul tracciato che vedrà la comparsa dei sette piloni, ci siamo continuamente chiesti che senso avesse tutto ciò, non perché siamo contrari per principio all’utilizzo di energia eolica, ma perché sappiamo bene che qui il vento non c’è!
    Tutti quelli che hanno camminato per questa valle sanno che il vento non soffia più di quanto possa soffiare in tanti altri posti. Qui tira vento come può tirare a Milano, ogni tanto e non abitualmente. Perciò continuiamo a chiederci il senso di costruire qui un parco eolico industriale, se è proprio il vento a mancare.
    Non siamo contrari a priori alla ricerca di energia alternativa e naturale, ma pretendiamo che le cose siano fatte con scienza e coscienza. A noi invece sembra che qui si stiano portando avanti gli interessi di qualcuno, che non ha avuto né la competenza di accertare l’assenza del vento, né la cura del territorio zerasco. Di sicuro non ci si doveva aspettare che fossero gli stessi impresari che costruiranno questo ecomostro a dirci che qui il vento non soffia. E non servono le meticolose analisi degli anemometri per dire che qui il vento non soffia in abbondanza, infatti, anche per chi non è solito camminare per questi boschi, possiamo ricordare che la presenza dei funghi e delle nebbie e, per contro, l’assenza degli amanti del parapendio, sono indice inconfutabile della sostanziale “calma” atmosferica.
    La valle di Zeri è da sempre conosciuta per la sua gente fiera, le sue tradizioni, l’agnello, i funghi, le castagne e tante altre cose buone della natura, ma non abbiamo mai sentito il “vento di Zeri”.
    Sabrina e Achille

    • 33 Ivano gennaio 3, 2013 alle 9:32 am

      Ciao Sabrina e Achille
      grazie di aver esposto le vostre preoccupazioni e il vostro dolore.

      Io e altre persone abbiamo creato il Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Zeri, proprio per contrastare questo malefico progetto, voluto solo da persone che avevano da lucrare nel vendere i loro terreni, voluto soprattutto dal precedente sindaco filippelli (se si può “titolare come sindaco” una persona che non ha certo voluto e protetto la gente e il territorio di Zeri, ma tantè… ha protetto gli interessi furbetti del suo partito politico), voluto fortemente dall’ex presidente del ASBUC rossana tognarelli (che ha fatto per la comunità ?!?…).
      Tanto per fare qualche nome e per chiarire di chi sia la responsabilità della violenza e ancor più del prezzo di un’ipoteca nel futuro che sta per pagare Zeri.

      Per contrastare il progetto, il 15 settembre scorso abbiamo indetto un’assemblea cittadina in comune a Zeri, ma poche persone alla fine hanno contato per opporsi alla grande illusione creata opportunamente dal sindaco e dal suo staff operativo interno ed esterno, abbiamo anche constatato molta omertà sull’argomento, che ha provocato ulteriormente nelle persone disillusione e frustrazione nel potere amministrativo e politico precedente.
      Abbiamo anche cercato le firme per l’opposizione a questo progetto, ma poche alla fine sono stati a firmare.

      Cosa sono pochi migliaia di euro in confronto alla violenza che sta subendo il monte Colombo e tutta la paesaggistica delle valli di Zeri?
      Quando un sindaco e la giunta politica annessa, non sono stati capaci di promuovere il futuro di Zeri in ambito turistico, perchè non hanno avuto le “palle” per farlo e anche le competenze.
      Non sono stati capaci di far valere le RAGIONI DI UNA COMUNITA’ verso la provincia e la regione, constatando ancora oggi la pericolosità delle strade di accesso.
      Incapaci, incompetenti, inefficienti, inesperti, maldestri.
      Che fine sta facendo la centrale a biomassa per il riscaldamento del comune e della scuola?
      Che fine sta facendo la centrale idroelettrica?
      Incapaci, incompetenti, inefficienti, inesperti, maldestri.

      Questa violenza che Zeri subisce purtroppo è la conseguenza di incapaci, incompetenti, inefficienti, inesperti, maldestri.

      Ora dobbiamo aspettare il giudizio del TAR sull’intero progetto che come ben saprete tutti, stiamo attendendo con ansia.

      Chiunque abbia voglia di contrastare questa sfregio a Zeri lascio la mail a cui rivolgersi per avere indicazioni o per darne, inviate pure anche immagini che avete raccolte durante le fasi del cantiere a

      noeolicoazeri@gmail.com

      Un saluto
      Ivano Raffeca

  24. 34 Anonimo febbraio 28, 2013 alle 11:29 am

    Ciao,

    SABATO 9 MARZO DALLE ORE 10.00 A PONTREMOLI si terrà un CONVEGNO SULL’EOLICO nella SALA CONSILIARE “GORDON LETT” in PIAZZA DELLA REPUBBLICA, col seguente ricco programma:

    Ore 10 – Presentazione del Convegno nelle sue tematiche generali

    1) “Vogliamo fare un parco eolico in un crinale geologicamente instabile e franoso?”, Dott. Giovanni Gabriele, Geologo, Consiglio direttivo di ITALIA NOSTRA – Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione – Gruppo energia e am- biente;
    2) “Groppo del Vescovo-Gravagna e Monte Borgognone-Passo del Cirone : due aree di alto valore ambientale, quali riserve di naturalità”, Dott. Sabatina Benelli, Scienze Forestali;
    3) “Rapporto tra paesaggi culturali e paesaggi sonori”, Almo Farina, Professore di Ecologia, Università di Urbino;
    4) Intervento di un rappresentante della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) di Parma;
    5) “La via maestra da Pontremoli al passo del Cirone: segni storici del paesaggi.”, Arch. Luca Nespolo;
    6) “Fra arte, storia e natura : “io voglio vivere così””, Luciano Preti, Docente Accademia di bel- le Arti Firenze
    7) “Il paesaggio dal punto di vista psicologico”, Dott. Antoine Fratini, Vice Presidente Associa- zione Psicoanalisti Europei;
    8) “Energie rinnovabili : paesaggio, sostenibilità e costi ambientali: ”, Prof. Annalisa Calcagno Maniglio, Facoltà di Architettura, Università di Genova;
    Pausa pranzo ore 13,00/14,30;
    9) “Toscana, multinazionali e Beni Comuni”, Mariarita Signorini, Consiglio direttivo di ITALIA
    NOSTRA, Gruppo energia e ambiente;
    10) “L’eolico industriale su tutto l’Appennino come paradigma di un sistema politico impazzito”, Alberto Cupini, Rete della Resistenza sui Crinali (RRC);
    11) “La V.I.A. del vento: dalla tecnocrazia ad una proposta di valutazione partecipativa”, Dr. Alessandro Mengozzi, Geografo, Università di Bologna;
    12) “Impatto elettromagnetico sulla Città di Pontremoli”, Ing. Benedetto Americani; 13) “Eolico e salute”, Dott. Giuseppe Miserotti, medico;
    14) “Testimonianze dirette di due agricoltori che vivono nei pressi di un impianto eolico”, Sigg. Alessandro Lucibello Piani (Pisa) e Piero Romanelli (Bologna);
    15) “Venti d’appennino : potenziali e criticità”, Fabio Valentini, Segretario di MountainWilder- ness (MW) Italia;
    16) Comunicazione rappresentante Club Alpino Italiano (CAI); 17) “La risorsa termale e il territorio montano”, Sig. Alberto Pinelli;
    18) “Multifunzionalità e territorio”, Dott. Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti di Massa Car- rara;
    19) “Prospettive dell’offerta turistica in Lunigiana”, Dott. Giovanna Zurlo, Presidente Associazio- ne Operatori Turistici Lunigiana (OTL);
    20) “Modello Albergo Diffuso: valida opportunità a basso impatto ambientale per il recupero di borghi montani altrimenti dimenticati”, esperienza emiliana, Sig. Alessandro Mainardi;
    21) “Lunigiana da scoprire, trekking, bicicletta, ciaspole: tanti strumenti, un solo obiettivo!”, Pie- rangelo Caponi, Guida Ambientale (Associazione Farfalle in Cammino);
    22) “La convergenza su Pontremoli delle antiche vie”, Don Lorenzo Piagneri;
    23) “La Via degli Abati quale contributo allo sviluppo turistico delle zone montane”, Dott. Gio- vanni Magistretti, scopritore del percorso e membro dell’”Associazione Via degli Abati”;
    24) “Potenzialità turistiche collegate alla Via Francigena”, Stefano Tacconi, Presidente dell’As- sociazione Toscana della Via Francigena

    E’ CONSIGLIATA L’ATTIVA PARTECIPAZIONE DI TUTTI.

    Alex

  25. 35 Alex marzo 2, 2013 alle 3:52 pm

    Oggi, 2 marzo, si è ribaltata una betoniera all’altezza della casa popolare di Patigno.

  26. 37 Alex marzo 4, 2013 alle 10:11 pm

    Dalle foto che ho visto la betoniera è andata oltre il margine della cereggiata scivolando nella cunetta e poi si è ribaltata su un fianco.
    Non s’è fatto male nessuno; c’è stato un pò di sverso di calcestruzzo ma credo fortunatamente non molto.
    I camion salgono da Sesta Godano, seguono la via fino al Passo del Rastrello e poi scendono sino a Coloretta risalgono per Patigno e di li alla Formentara.
    Centinaia di viaggi su queste strade malmesse con camion di qualche decina di tonnellate di peso. La strada da Adelano é “chiusa” per frana; la strada da Arzelato pure perchè la rimettono a posto, quella Pontremoli idem, quindi possono passare solo che di lì. Su 4 strade 3 sono disastrate, quella del rastrello è la meglio messa, adesso ci mancherebbe solo che tutti sti viaggi non facciano partire una frana anche lì e stiam freschi.

  27. 39 Alex marzo 6, 2013 alle 3:53 pm

    Accolta sospensiva cautelare per l’impianto. Quindi da oggi alle 15.00 circa non possono, almeno fino al 21 marzo quando si discuterà la sospensiva definitiva, eseguire o portare avanti alcun tipo di lavoro.

  28. 40 Alex marzo 14, 2013 alle 9:55 am

    Come se non fosse bastata la betoniera rovesciatasi a Patigno, la devastazione del crinale di M. Colombo e M. Pianella, adesso si aggiungono uno smottamento creato dai lavori d’interramento del cavidotto a Codolo, smottamento che come si legge dall’Ordinanza Comunale di Zeri (N.14/2013), “ha interrotto il traffico veicolare e pedonale, creando grave pericolo per le abitazioni sottostanti”; e, ciliegina sulla torta, un altra Ordinanza (N.02/2013), ma questa volta del Comune di Albareto, rileva che “nel tratto non asfaltato della Strada comunale Albareto-Passo dei Due Santi, che va dalla Località Monte Scheggia al Passo dei Due Santi, è stata gravemente danneggiata dai mezzi sgombraneve e dal transito di mezzi d’opera pesanti, commissionati dalla ditta FERA…; constatato che la sede stradale inghiaiata è stata asportata e spinta nella scarpata o cunette laterali e che il fondo stradale è sconnesso ed intransitabile dalle autovetture.”
    Questi piccoli ma numerosi disagi causati dalla FERA, coi propri mezzi pesanti e con la propria fretta sfacciata, malata d’imprudenza, bastano a coloro che ne erano soddisfatti per ricredersi un minimo?almeno sul modo di lavorare?
    Non sarebbe stato necessario prima d’iniziare i lavori, mettere in sicurezza i luoghi di transito? Verificare seriamente se le strade potessero sopportare un tale transito di mezzi eccezionali(e pensare che quelli davvero ECCEZIONALI, quelli che dovrebbero cioè, ma spero mai, trasportare le torri, ancora non sono transitati)?
    Far circolare dei mezzi da 40T su strade che ne possono al massimo sopportare 26, ci sembra responsabile?

  29. 41 Alex marzo 14, 2013 alle 10:28 am

    Ancora….
    Pochi giorni fa un geologo (Riccardo Caniparoli) ha redatto una relazione sul rischio idrogeologico a seguito della costruzione dell’impianto eolico; ecco i punti salienti:
    -un contenitore da 1000l contenente olio idraulico per trasmissioni automatiche (rifiuto speciale) poggiato direttamente sul suolo privo di vasca di sicurezza per la raccolta di liquido uscente in caso di rottura o perdita;
    -sono stati prodotti rilasci di calcestruzzo dalle betoniere lungo la strada di servizio;
    -basamento dell’AG1, in fase di getto, risultava privo di cassiformi;
    -calcolo dell’aumento delle portate idriche in relazione all’impermeabilizzazione del suolo dovuto essenzialmente ai basamenti delle torri: “provocherà un’alterazione della dinamica degli equilibri idrogeologici che si tradurrà in un diffuso dissesto idrogeologico dei versanti. L’alterazione delle circolazioni superficiali e sotterranee influirà (…) sulle circolazioni delle acque sotterranee che alimentano gli acquedotti comunali di Zeri e Pontremoli.
    Il calcolo delle portate ha rivelato che in caso di forti temporali (che avvengono sempre più di frequente e ci ricordiamo tutti quelli più recenti cosa hanno causato in Lunigiana e Liguria) in soli 15 minuti verranno scaricate796 tonnellate di acqua che si muoveranno con velocità crescente da un altezza di 1270m e quindi cariche di una notevole forza distruttrice.

    Onesta la FERA…trasparente e soprattutto conscia dei rischi… attenta all’ambiente…anche se si sversa un pò d’olio idraulico nel suolo loro ci mettono delle torri che producono energia pul…i…t…a… (scusate il balbettio)quindi sono scusati.. un pò di calcestruzzo in più o in meno non fa differenza…e così nemmeno un pò d’acqua…tanto mica ci vivono loro in Lunigiana e soprattutto a Zeri. Un’esondazione o una frana in più del resto cambia poco…

  30. 42 outlawpete ottobre 6, 2013 alle 1:10 pm

    in risposta a quello che ho letto la Formentara non esiste più da tempo, l’avete fatta disintegrare anche senza pale eoliche, vengo da quando sono nato a zeri ed ogni anno è sempre peggio, sentieri non curati anzi peggio, segnaletica inesistente, pro loco che non sanno cosa vuol dire la parola trekking o montainbike, letti arrugginiti come recinti, panchine lasciate marcire, staccionate lasciate andare vedi il percorso della via crucis alla Grotta…vogliamo parlare del famoso palaghiaccio…ma l’associazione salvaguardia del territorio zerasco dov’era??…quello non è una ferita al territorio? no eh?… lasciamo perdere lo stato delle strade…neanche a pulire gli scannafossi per le acque…pieni di erba e terra…per non parlare della cura dei boschi…ci sono più castagni malati e secchi che sani…

    ottobre che sarebbe il mese delle castagne…sul sito del comune di zeri non cè un minimo accenno ad una sagra…meno che zero…eh già altrimenti arrivano troppi ‘foresti’…

    peccato…Zeri è un posto bellissimo valorizzato meno che zero…è così altro che turismo di massa…anche quelli più affezionati…se ne vanno…e non sarà sempre colpa delle amministrazioni…ma anche di chi ci abita…

    • 43 Tullia ottobre 7, 2013 alle 10:04 am

      Sono d’accordo, “non sarà sempre colpa delle amministrazioni…ma anche di chi ci abita…”. Però mi spingo oltre: vorrei aggiungere che in fondo è un po’ colpa di tutti. TUTTI. Se noi che ci lamentiamo mettessimo un po’ di tempo e impegno dietro a ciò che ci sta più a cuore, andrebbe tutto molto meglio: perciò tanto di cappello a comitati e associazioni, che sacrificano gratuitamente il loro tempo a beneficio di un territorio in cui vivo anch’io. Perlomeno provano a fare qualcosa. Va bene chiedersi cosa possono fare gli altri, ma chiediamoci pure cosa possiamo fare noi, che anche poco è meglio di niente. Ma questa è una vecchia storia…

      • 44 Alex dicembre 11, 2013 alle 9:21 pm

        Ma certo è sempre così!
        io personalmente quando veniva fatto il palaghiaccio avrò avuto si è no 10 anni, quindi ero un bambino, dovrei dare qualche giustificazione a qualcuno per cui sono stato bambino e non ho potuto contestare il palazum? il fatto che mi sia messo dietro a questo progetto eolico non deve farmi caricare sulle spalle le disfatte passate; che comunque mi pesano anche se non c’entro niente direttamente. quindi basta con queste accuse sensa senso, perchè tutti gli altri dov’erano? tu dov’eri? che senso hanno queste domande?! che barba sti discorsi.
        in un modo o nell’altro, evidentemente, non c’era nessuno. punto. perciò siamo tutti responsabili.
        quindi anzichè stare a rovistare nel passato, cercando colpe che non conducono da nessuna parte, facciamo quel che c’è da fare insieme ORA.
        ne hai dette tante di cose che non funzionano. però spiegami chi secondo te ha lasciato che la formentara andasse a pezzi? perchè parli dicendo “l’avete”.. l’avete chi? roba da matti.
        è come prima. siamo tutti.
        comunque va bene anche così, ci si sfoga un pò, si lanciano un pò d’accuse nel mucchio, credo faccia sentire meglio, si fa un bel minestrone di problemi e poi si torna a non aprir becco. bene benissimo.
        pensa che oltre a perdere un sacco di tempo per seguire questo malefico progetto, nel frattempo sto, assieme a pochi altri, realizzando piccole altre cose, come dici te, i sentieri, la segnaletica, qualche ricerca scientifica, qualche proposta di opere vere di valorizzazione del territorio, perchè non ci dai una mano? perchè qualche settimana fa ai Due Santi per la giornata di pulizia dei boschi ci siamo trovati in tre??i tre che l’hanno organizzata! perchè?
        se mai darai una mano per sostenere zeri che, a quanto pare, oltre ad essere la tua terra natia, è anche un luogo che reputi bellissimo, ti renderai conto di quanto possa essere difficile muoversi nel contesto di oggi. e di fronte ai risultati, oltre chè di fronte ad interventi tipo il tuo, vien fino da piangere dalla delusione e sai perchè? perchè se fai qualcosa non va bene perchè la fai, e se non fai niente comunque non va bene perchè non fai niente! basta discorsi, quelli li facciamo al bar della luisa o alla torre; altrove è meglio che agiamo con senno. e basta aspettarsi che siano sempre gli altri a dover agire. ricordando che una persona sola non fa molta strada.
        comunque a zeri non ci vuole il turismo di massa. quello è da evitare come la peste!

  31. 45 outlawpete dicembre 15, 2013 alle 2:08 pm

    tanto per precisare…il mio non è un attacco personale…ma dati di fatto…l’avete escluso te…ok…poi…mio padre è di Zeri, mi madre del senese io sono nato e vivo a Firenze…vengo a Zeri spesso e volentieri e ho la casa…la casa che i miei hanno sistemato…rifatta nuova…ci paghiamo le tasse come se ci vivessimo tutto l’anno…e questo è già un contributo…e cerchiamo di tenere il paese dove ho la casa Valditermine nel miglior modo possibile…senza chiedere niente al comune…e non ti preoccupare che nel mio piccolo cerco di far qualcosa per Zeri…e una cosa…io non mi sento responsabile se la Formentara sta diventando un cumolo di macerie…o del resto che ho elencato…proprio no…

  32. 46 outlawpete dicembre 15, 2013 alle 2:10 pm

    per quanto riguarda la pulizia dei boschi…quando sono in bike o a piedi…se vedo sporco lo raccolgo sempre…sempre…se poi eravate in tre…beh…si vede che alla popolazione zerasca non frega un cazzo…per parlare bene

  33. 47 Tullia dicembre 16, 2013 alle 8:46 am

    …però così non andiamo da nessuna parte. Tutti, criminali esclusi, paghiamo le tasse, molti di noi nel loro piccolo fanno qualcosa, molti d’altronde non fanno niente o peggio fanno danni… ok. Non è cercando il colpevole che si risolve qualcosa, o tantomeno facendo a gara a chi è più bravo. Nessuno generalmente si sente colpevole se la Formentara casca a pezzi, o se i sentieri non sono puliti, o se qualcosa non è come dovrebbe essere, però le cose stanno messe come stanno, e così rimarranno finchè non saremo in grado di cambiarle. O approfittiamo di questa digressione sul tema (perchè il tema della discussione sarebbe “Impianto Eolico del Monte Colombo – I motivi del NO”) per aprire una nuova discussione con un titolo più adatto all’argomento che sta uscendo e proviamo a mettere in campo qualche proposta costruttiva, o tanto vale tacere. Lo dico con la massima pacatezza e cordialità, forse il commento è uscito un po’ aggressivo, ma non è il tono che voglio dargli… è il difetto della comunicazione scritta, almeno la mia. Tra l’altro, Outlawpete, io sto a Valditermine da un annetto, di fronte all’Elvira e a Giuseppino, quindi siamo pure vicini di casa… se hai voglia di parlare faccia a faccia dei problemi di Zeri e provare a scoprire se insieme riusciamo a risolverne qualcuno, volentieri ti offro un tè!

  34. 48 oviera maggio 21, 2014 alle 7:48 am

    Gli impianti eolici hanno un impatto ambientale molto forte, meglio limitarne l’installazione.

  35. 49 rovine maya angelou agosto 20, 2016 alle 7:26 pm

    Hеey un mio amico mi ha inviato ⅼa url dі questo sito e sono pasѕato a vedere se effettivаmente merita.
    Mi piace tanto. Subito aggiunto tra i preferiti. Magnifico blog e template splendido!!


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