Vita parrocchiale nella valle di Rossano nel 1789.

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Chiesa di S. Medardo (Rossano)

Risposte al questionario 1789

Informazione responsiva agli quesiti, che Monsig. Ill.mo e
Rev.mo Vescovo di Sarzana con lettera del dì 20 ottobre 1789
ha fatto trasmettere al Rettore delle Comparocchiali Chiese di
S. Medardo e di S. Giò Battista di Rossano.
1) Presentemente tanto nelle Chiese Comparrocchiali suddette,
quanto negli Oratori posti nel distretto di esse non vi è bisogno
di riattamento più che tanto.
2) La Chiesa è sufficientemente, e decentemente provvista di
sacri arredi, e vasi sacri, né vi sono altari indecenti. In ordine
alla manutenzione, in addietro le Opere, e le Compagnie
che vi erano colle loro rendite pensavano alla manutenzione
almeno per la maggior parte; ora che sono state soppresse, e
che le loro entrate vanno a colare, per quanto si dice, nella cassa
del Patrimonio Ecclesiastico è stato addossato per ordine del
Sovrano l’obbligo di mantenere, al Parroco, stante l’aumento
di scudi venti fiorentini annui fatto al Parroco da ritirarsi dal
suddetto Patrimonio, quando? Quando Dio vorrà.
3) La Parrocchia è composta di ottocento trent’anime.
4) Dall’anno 1768 a questa parte non si è tenuta la Cresima.
5) Un fanciullo da due anni a questa parte è morto senza
Battesimo per colpa della madre, la quale però ha subito, per
sentenza, il dovuto castigo.
6) In detto tempo quattro adulti sono morti senza Sagramenti,
cioè Antonio Tomasini, e Giovanni Tomasini, e questi per
negligenza de loro domestici; la Maria moglie di Giovanni
Faggiani, e la Sara Bertoni, che sono morte di morte non
prevista.
7) Alli moribondi si è fatta la dovuta assistenza, e specialmente
la raccomandazione dell’anima per quanto si è potuto.
8) I poveri si seppelliscono gratis, ed il cimitero, o per dir più
vero le sepolture sono in forma.
9) Il Parroco ha fatto l’inventario tanto de stabili, quanto de
mobili della sua Parrocchia, e si conserva.
10) I libri de Battesimi, de Matrimoni, de Morti sono a
dovere.
11) Il Parroco non abita in canonica, ma bensì in casa propria
pochi passi distante dalla canonica; i di lui fratelli e nipoti con
cui convive, tengono due serventi una di 35 o 36 anni, l’altra
ne avrà una ventina.
12) Non si assenta mai dalla Cura.
13) In tutti i giorni festivi celebra la messa parrocchiale nella
propria Cura per lo più dopo l’ora di terza, quale applica pro
Populo; spiega altresì il Vangelo, oppure alcuna di quelle cose
che si leggono nella messa, e questo specialmente nelle feste
d’intero precetto; notasi che il Parroco essendo avanzato in età
si prevale di due suoi nipoti sacerdoti.
14) In detti giorni si fa la Dottrina Cristiana, et il Catechismo,
ed il metodo che si tiene è il seguente: per la prima il Parroco o
chi fa le sue veci recita assieme col Popolo ad alta voce l’orazione
dominicale, la salutazione angelica, il simbolo degli Apostoli,
i divini Comandamenti, e della Chiesa, i sette sagramenti,
le Opere della Misericordia, gli Atti delle Virtù Teologali, di
contrizione, e poi si fa ad interrogare ora uno, ora l’altro sopra
le suddette cose, ed altre, e specialmente intorno al Sagramento
della Penitenza, e della Eucharistia, prevalendosi fralle altre
della Dottrina stampata in Genova per ordine dell’Arcivescovo
Saporiti, e del Tesoro della Dottrina Cristiana del Turlot.
15) Dieciotto sono i Sacerdoti, che sono nei limiti della Cura,
cioè R. Carlo Schiavi Rettore, D. Paolo Schiavi, D. Giovanni
Schiavi, D. Giuseppe Barberi, D. Francesco Franceschini, D.
Giacomo Mori, D. Medardo Mori, D. Domenico Cattalona,
D. Giovanni Cattalona, D. Giuseppe Figaroli, D. Francesco
Malachina, D. Domenico Sperindè, D. Pietro Giò Vianesi, D.
Antonio Vianesi, D. Giovanni Vianesi, D. Carlo Sperindè, quale
gode un semplice benefizio, D. Paolo Vianesi, e finalmente D.
Paolo Polli. I Confessori oltre il Parroco sono tre, cioè D. Paolo
Schiavi, D. Giò Schiavi, e D. Antonio Vianesi. I Cherici sono
due soli, Accoliti tutti due. Cinque sono i Sacerdoti assenti,
cioè D. Giovanni Lorenzoni, D. Giovanni Musetti, D. Andrea
Valenti, D. Giacomo Menini, D. Giò Francesco Schiavi, Parroco
nella Diocesi di Brugnato.
16) Non si può dire il quantitativo delle messe obbligate nella
Chiesa Parrocchiale, come si può vedere dalla Nota de Legati,
che si darà sotto, e che è anche affissata in sagrestia. Perciò poi che
riguarda le messe obbligate negl’Oratori, nell’Oratorio detto di
S. Maria Madalena per antica consuetudine vi si fanno celebrare
messe 27 annualmente, tre delle quali si sa che sono di obbligo,
cioè una messa lasciata dall’Orachina, e due messe lasciate dalla
Giulia Castelli; delle altre non ci è niente di chiaro.
Nell’oratorio detto di S. Elisabetta vi si celebrano messe 24 all’anno,
dodici sono state lasciate da uno chiamato Bertella, dodici non si
sa quomodo. In detto Oratorio vi è pure l’obbligo di fare celebrare
in perpetuo otto giorni dopo la festa della Visitazione della B.V.
tante messe, quanti sono i Sacerdoti nella Valle di Rossano per
obbligo lasciato da un tal Medardo Scarpenti.
17) Nelli Oratori ne’ quali è stata conceduta la licenza di
celebrare alle feste la S. Messa, il Sacerdote insegna la Dottrina
Cristiana.
18) Qui non si tengono libri per registrare le messe, solamente
i Massari tengono le loro Memorie in carte volanti per loro
riguardo sino al rendimento de conti.
19) I legati parte vengono adempiuti e parte no; ed eccone la
Nota: il Parroco ha l’obbligo di celebrare annualmente messe 27
per diversi legati, quali adempie.
Gli eredi del q. Giuliano Mori sono obbligati a solennizare
la festa di S. Antonio Abate con tante messe, quanti sono i
Sacerdoti della Valle, che intervengono il giorno della Festa alla
Parrocchiale; questo legato parimenti viene adempito. Il Benefizio
semplice sotto il titolo di S. Giò Battista eretto all’altar maggiore
della detta Parrocchiale, di cui al presente ne è Cappellano R.D.
Carlo Sperindè ha annesso l’obbligo di una messa ogni quarta
domenica del mese anche questo si adempie.
I legati che non si adempiono sono i seguenti: cioè il legato
lasciato dal q. Novello Novelli di messe 24 annue in perpetuo.
Questo legato con tutti gli ordini dati sono più di 90 anni, che
si trascura, tanto più che non si può provare qual sia il fondo
di esso.
L’altare del Suffragio eretto nella Parrocchiale avea l’obbligo di
una messa l’anno in perpetuo da celebrarsi in detto altare il dì
di S. Giuseppe per legato fatto dalla Giulia Castelli; parimente
era obbligato a solennizzare la festa di S. Lucia con tante
messe, quanti sono i Sacerdoti della Valle, che in detto giorno
intervengono alla Parrocchiale per legato del fu Giovanni Bella;
era pure obbligato a spendere in elemosina di messe tutta
l’entrata che, deductis expensis, ricavava dai beni lasciatigli dal
fu Medardo Scarpenti; parimente era obbligato a spendere in
elemosina come sopra la metà dell’entrata che ricavava dai beni
lasciatigli dalla fu Catterina Zoppi Pedreti.
La Compagnia detta del SS.mo Sagramento che ora si vuol
soppressa, avea l’obbligo di far celebrare tredici messe all’anno in
perpetuo per obbligo lasciatogli da un tal cognominato Veracina,
di cui è stata erede; item era obbligata a solennizzare l’Ottava della
festa del Corpus Domini con tante messe, quanti sono i Sacerdoti
della Parrocchia, che intervengono alla Chiesa Parrocchiale la
mattina di detta Ottava per legato del fu Giuliano Mori; tutte
le suddette messe spettanti sì all’altare del Suffragio, come
quelle che s’aspettavano alla Compagnia del Sagramento come
s’è detto furono fissate per esser assai scarsamente, in numero
di cinquanta in tutto dall’Amministratore dell’Ecclesiastico
Patrimonio come quello che assorbisce tutte l’entrate de Luoghi
Pii, ei sarebbe obbligato a far soddisfare tali legati; ma la cosa è
che sono più di due anni che non restano adempiti, sebbene ne
sia stata fatta l’instanza.
20) I Sacerdoti celebrano la messa con la veste talare osservando
le rubriche, e non precipitando la messa ed i Confessori per lo
più adoprano la stola nel confessare.
21) Ne confessionari si tengono le tabelle dei casi, e scomuniche
riservate.
22) Tanto i Sacerdoti, quanto i Cherici osservano per quanto
porta la situazione del luogo i Decreti del Vescovo circa il vestito
clericale, e servizio di Chiesa.
23) Tra essi prescindendo da uno che qualche volta si lascia
prendere dal vino, non vi sono bevitori, giuocatori, né cacciatori
di professione, né che vadano alle fiere, o che portino armi, e
trattandosi di condurre bestiami purtroppo l’accidente porta
qualche volta di fare ciò, che non dovrebbesi; ma anche in
questo si va con riguardo.
24) Qui non si fanno le Classi dei Casi morali.
25) Ordinariamente tutte le feste si canta messa, e vespro, ogni
terza domenica del mese si fa la processione del Venerabile, ogni
prima domenica del mese si fa la processione ad onore della
Madonna del Rosario.
Il Venerdì di Passione si fa pure la processione ad onore della
Vergine Addolorata.
Si fa la benedizione delle candele, delle ceneri, delle palme, nei
giorni prescritti.
Nella Settimana Santa si cantano i mattuttini, e si fanno le altre
funzioni di cui parla il Messale, a riserva della lavanda de piedi.
Le Rogazioni si fanno ne dì che corrono. La festa del Corpus
Domini si solennizza con fare la processione dopo la messa cantata,
e frall’Ottava si canta sempre il vespro nella Parrocchiale.
Di più frall’anno si fanno alcune Novene trall’altre quella della
Croce di maggio, di settembre in cui si dà la benedizione colla
Reliquia della Vera Croce.
Il giorno della Commemorazione de Defunti si recita
pubblicamente nella Comparrochiale il matutino e laudi, si
canta la messa, e poi si fanno le esequie; le esequie pure si fanno
ogni prima domenica del mese dopo la recitazione del primo
notturno de Morti, e dopo la messa cantata.
L’esposizione del Venerabile si fa oltre quel che s’è detto di
sopra, ogni prima, e terza domenica del mese ordinariamente,
tutti i Venerdì di marzo, e frall’Ottava e nell’Ottava del
Corpus Domini; quando si fa pubblica si accendono 20 lumi,
e quando si fa privata se ne accendono dodici assistendovi
benissimo i Sacerdoti, ed i Cherici ma non in cotta, a riserva
dei inservienti.
26) Nell’Avvento, e nella Quaresima non vi è predica e si
supplisce alla meglio dal Parroco, o da altri Sacerdoti in vece
del Parroco.
27) Nella Parrocchiale, ed in diversi Oratori si recita tutti i giorni
il rosario pubblicamente, è stata pure introdotta la divozione
della Via Crucis quale è eretta nella Comparocchiale, come in
diversi Oratori a commodo di chi ne vuo proffittare.
28) Sì la mattina, che la sera si suona il segno della Ave Maria, e
si dà il segno ancora per il suffragio dei morti.
Chiese della Vicaria di Pontremoli della Diocesi di Luni-Sarzana
29) Nella Cura non vi sono Conventi di Regolari.
30) Non ci sono Monasteri, né Conservatori di Monache.
31) Non ci sono Monache de Monasteri soppressi.
32) Vi è la Compagnia della Carità diretta dal Parroco.
33) Vi sono due maestri di scuola, che insegnano solamente a
suoi nipoti, cioè D. Paolo Polli, e D. Paolo Vianesi per quanto
non abbiano fatta la Professione di Fede, non insegnano cose
che siano contrarie alla vera credenza.
34) Vi sono delle Ostetrici, le quali sono di buoni costumi,
e sufficientemente istruite intorno all’amministrazione del
Battesimo in caso di necessità.
35) Non so che ci siano persone che tengono libri proibiti.
36) Neppure credo che vi siano malefici, e dediti a simili cose
spettanti al S. Offizio; se non che si è sparsa frall’altre la voce che
il R. D. Giovanni Vianesi ha mandato apposta persone non so
dove a provvederli un Folletto; se è vero, io penso che ciò abbia
fatto, non già con intenzione che glielo portino, intenzione
che proverebbe che ei ci prestasse credenza; ma bensì io penso
che ciò abbia fatto affinché si dica, e si sparga che gliel’hanno
portato, per riemaggiormente imporre e mettere dei spauracchi
a quelle persone con le quali ha avuto che dire; aggiungesi che
essendo quel Prete che eccede di quando in quando nel bere, il
vino e la passione si sa che portano l’uomo a dire, e fare ciò che
non conviene.
37) Nella Cura non ci sono malviventi, come bestemmiatori,
concubinari ecc. e neppure inimicizie gravi tra persone e
famiglie, per quanto posso sapere.
38) Due sono i coniugati che non coabitano; ma dall’esperienza
ho conosciuto che l’ingiuria del Creatore segue più se coabitano,
che se non coabitano tanto sono tra di loro antipatici.
39) Tutti i miei Parrocchiani per quanto credo hanno adempito
al Precetto Pasquale.
40) Nell’ultima Visita, la quale fu fatta dal R.D. Francesco
Bernabovi Vicario Foraneo di Bagnone non so che sia stato
emanato verun Decreto, solamente egli fece alcune ordinazioni in
voce, le quali per quanto si è potuto, credo, siano state eseguite.
In fede questo dì 18 febraio 1790 – P. Carlo Schiavi Rettore di
Rossano.

Testo tratto dal libro: “Le Chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Cesare Lomellini (1757-1791)” di Paolo Lapi.

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